La complessità del senso
25 01 2026

Twisters

Twisters
Regia Lee Isaac Chung 2024
Sceneggiatura Mark L. Smith
Fotografia Dan Mindel
Attori Daisy Edgar-Jones, Glen Powell, Anthony Ramos, Brandon Perea, Maura Tierney, Harry Hadden-Paton, Sasha Lane, Daryl McCormack, Kiernan Shipka, Nik Dodani.

Dalla piccola fattoria attivata dall’immigrato Jacob (Steven Yeun) in America negli anni del covid (Minari 2020), il regista coreano Lee Isaac Chung passa ora alla ristrutturazione tecnica e culturale del genere catastrofico, traducendo al plurale (Twisters) il tornado dell’olandese Jan De Bont (1996), ancora Spielberg benedicente. Attenuato e reso inessenziale il lato sentimentale della vicenda, conquista il primo piano la problematica scientifica, socioculturale, di prospettiva storica sotto l’indice della catastrofe naturale. Il potere devastante – territorio e vita nell’insediamento – delle trombe d’aria ha il sopravvento concettuale rispetto al valore spettacolare del narrato. Non che gli effetti elettronici applicati alla costruzione dell’immagine producano ora risultati non strabilianti, ma la realtà virtuale del rappresento attenua il suo valore simbolico in relazione al “progresso” tecnologico del presente. Ottimo lavoro di produzione virtuale, ma non da scuotere l’interesse di uno spettatore ormai avvezzo alla fruizione di “miracoli” del vivere virtuale (non solo al cinema). Intanto, Kate Cooper (Daisy Edgar-Jones), studiosa e cacciatrice di trombe d’aria, non dimentica la lezione avuta negli anni del college e trasferisce la propria tensione in una prospettiva che conferma e rinnova la finalità socio-umanistica dell’intervento attuabile. Barili di poliacrilato, polimeri superassorbenti da dare “in pasto” al tornado per farlo cadere; e la necessità, che resta, di avvicinarsi per catturarne la portata fin quasi a “toccarlo” con mano. Tutto ciò attiene, come risultato spettacolare, alla costruzione “moderna e contemporanea” di un’immagine non più relativamente ingenua. Ma il lavoro di Chung si volge a dare maggior peso e sostanza al valore umanitario della conquista scientifica. Kate insiste molto sulla passione ideale di salvare non solo vite umane ma la vita futura dell’Umanità, liberando le persone dall’incubo incontrollabile della “tempesta”.  L’idea di Kate è qualcosa di più dell’interesse economico al servizio del quale il suo ex compagno di studi, Javier (Anthony Ramos), ha creato il nuovissimo radar, utile a proteggere nuovi insediamenti e speculazioni; e anche qualcosa di diverso dall’avventurismo Tube-prospettico di Tyler Owens (Glen Powell), star dei social media, vagamente libertario in stile “sconfinata prateria”. La componente sentimentale, che si affaccia discretamente all’interno della tensione tecno-avventurosa, si dissolve al traguardo del successo scientifico progettuale, coronante speranza per il Futuro. Resta anche l’ideale-Fattoria, ma ci sarà tempo per tornare a casa. Adeguata dignità espressiva sostiene la realizzazione tecnica del film, con l’apporto di un più che discreto contributo dei protagonisti.

Franco Pecori

17 Luglio 2024