La complessità del senso
28 06 2017

Un bacio

film_unbacioUn bacio
Regia Ivan Cotroneo, 2016
Sceneggiatura Ivan Cotroneo, Monica Rametta
Fotografia Luca Bigazzi
Attori Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani, Leonardo Pazzagli, Simonetta Solder, Giorgio Marchesi, Susy Laude, Thomas Trabacchi, Laura Mazzi, Sergio Romano.

I ragazzi… In una piccola città del nord est (Udine), la professoressa Messina (Lisa Galantini) e Renato (Thomas Trabacchi), padre adottivo di Lorenzo (Rimau Grillo Ritzberger), battibeccano davanti alla preside del liceo. Il “ragazzo”, dice la prof, si presenta in classe con lo smalto alle unghie ed è comprensibile che i “ragazzi” si lascino sfuggire dei commenti. Renato insiste a puntualizzare che suo figlio va chiamato col suo nome, Lorenzo, e non si deve parlare di lui come del “ragazzo”. Il problema – dice Renato – è che, se Lorenzo è gay, la classe va educata al rispetto. Siamo dalla parte di Renato. Il problema è che, ad apertura della conferenza stampa, di seguito alla proiezione dell’anteprima, alla presenza di una folta rappresentanza studentesca, il regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo, si riferisce agli interpreti del film presenti accanto a lui chiamandoli per una decina di volte “ragazzi”. Dice che è molto contento di aver lavorato con i “ragazzi”, che i “ragazzi” si sono dimostrati molto bravi, pieni di passione ed entusiasmo, ecc. E dice anche: “questo non è un progetto, è un percorso”. Noi potremmo anche non dire altro. Va però detto che il prodotto è ben oleato e patinato, non vi sono sobbalzi di montaggio, la fotografia è gradevole, la problematica adolescenziale è presentata in modo non sgradevole, non mancano scene divertenti e anche movimentate, la vita dei protagonisti è presentata in modo pacato, i loro problemi restano circoscritti e la loro estensibilità sociologica e culturale è discretamente demandata alla disponibilità dello spettatore. Prime esperienze sessuali, omofobia, bullismo sono temi correnti nei dibattiti contemporanei anche attorno alla scuola e alla sua funzione educativa e le figure di Lorenzo, di Blu (Valentina Romani) e di Antonio (Leonardo Pazzagli) compongono una triade rappresentativa, il cui dosaggio non comporta troppi scombussolamenti delle coscienze. La loro è una fase di passaggio, la vita penserà a sistemare il loro futuro. Lorenzo s’innamora di Antonio e lo turba. Antonio, ha perso il fratello maggiore in un incidente di moto e si è fatto timido e quasi muto, primeggia nella squadra di basket e s’innamora di Blu, la compagna che “va con tutti”. Blu è figlia di un industriale e di una madre che scrive racconti velleitari rubando i contenuti dal computer della figlia. Innamorata di Giò, più grande di lei e universitario a Milano, Blu imparerà presto di non aver preso la strada giusta. Intanto scrive lettere a se stessa “da grande”, il film le inserisce tra una sequenza e l’altra, suggerendo così una lettura fuori-campo di cui non si sentiva il bisogno. D’altronde, bravura e “disponibilità” degli attori esordienti a parte, quando le problematiche si fanno “gradevoli” il rischio è che siano i problemi a farsi da parte. A Cotroneo – seconda regia per il cinema dopo La kryptonite nella borsa (2011) – «piacerebbe che quello che ne è venuto fuori fosse un film popolare nel senso più bello del termine». Questa è una parola difficile.

Franco Pecori

 

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31 marzo 2016