La complessità del senso
19 10 2017

Cani sciolti

film_canisciolti2 Guns
Regia Baltasar Kormákur, 2013
Sceneggiatura Blake Masters
Fotografia Oliver Wood
Attori Denzel Washington, Mark Wahlberg, Paula Patton, Bill Praxton, James Marsden, Fred Ward, Edward James Olmos, Robert John Burke, Greg Sproles, Patrick Fishler, Edgar Arreola, Derek Solorsano, Kyle Russell Clements, Christopher Matthew Cook, Tim Bell, Tait Fletcher, Kevin ‘Lucky’ Johnson, Tony Sanford, Jason Kirkpatrick, Samuel Baca-Garcia, Jack Landry, Evie Thompson, Ambyr Childers, John McConnell, Lindsey Smith.

Cani sciolti, automi insensibili. Montagne di banconote, il miraggio è sempre lo stesso. Anche nel precedente Contraband (del 2012, remake di Reykjavik-Rotterdam di Óskar Jónasson, del 2008) il totem erano i soldi, falsa attrazione per vite senza molto senso, proiettate in un vortice ingannevole di sopravvivenze disancorate. Qui gli ingredienti non hanno nemmeno bisogno di troppe specificazioni contenutistiche: la Dea (Drug Enforcement Administration), tristemente famosa per le collusioni con il narcotraffico sudamericano, e l’Intelligence della Marina Usa sono impersonate rispettivamente dall’agente Bobby Trench (Denzel Washington) e dall’ufficiale Marcus Stigman (Mark Wahlberg). I due personaggi sin dall’inizio recitano una parte fittizia, due uomini d’azione che non hanno speranze di fedeltà, lavorano insieme diffidando l’uno dell’altro, la loro condizione di infiltrati in una banda messicana di trafficanti, rende automatico il loro estremo comportamento opportunistico. In mezzo ai “cattivi”, finiscono per somigliare al “nemico” forse più del necessario. Va a finire che, siccome una certa operazione di “recupero” di denaro va male, gli stessi mandanti non si fidano più di loro e Bobby e Marcus sono costretti a farsi coppia per salvare la pelle. In sostanza, privo di ancore ideali, il film naviga in acque “libere” da indicazioni prospettiche, il finlandese Kormákur fa funzionare il giocattolo in modo simile a una trottola destinata a non fermarsi. Le scene di azione arrivano con la giusta dose di sorpresa, impegnando i protagonisti nell’esibizione della loro miglior forma. La novità, rispetto al film precedente, è l’humour disseminato lungo il racconto: Marcus e Bobby agiscono in scioltezza, quasi per divertimento, trascinando anche il pubblico in una sorta di ironica indifferenza che toglie i pensieri dalla testa. Le pistole che sparano e le miserie fraudolente che si confrontano hanno il peso di una boccata d’aria fresca. Il pubblico di Locarno ha gradito la proiezione in apertura del 66. festival.

Franco Pecori

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24 ottobre 2013