La complessità del senso
18 12 2018

Se son rose

Se son rose
Regia Leonardo Pieraccioni, 2018
Sceneggiatura Leonardo Pieraccioni, Filippo Bologna 
Fotografia Fabrizio Lucci
Attori Leonardo Pieraccioni, Michela Andreozzi, Elena Cucci, Caterina Murino, Claudia Pandolfi, Gabriella Pession, Antonia Truppo, Nunzia Schiano, Sergio Pierattini, Mariasole Pollio, Gianluca Guidi, Vincenzo Salemme.

Passata la cinquantina, Pieraccioni è cambiato? Il problema principale restano le donne, ormai c’è anche una figlia e tornare indietro, proprio indietro, non è facile. Certo, anche bivaccare nel trastullo, alla lunga può rendere le cose un tantino difficili. Il regista ha pensato di annotare il momento di passaggio, quando la decisione è d’obbligo, approfittando magari del saggio apporto della nuova generazione. Leonardo Giustini (Pieraccioni), giornalista nel web, ha una figlia adolescente, Yolanda (Maiasole Pollio – da Youtube a Don Matteo, ma brava), la quale sa come prendere oggi la vita. Pratica di cell, la ragazza si procura la lista delle ex del padre e invia loro un semplice messaggino: “Sono cambiato, riproviamoci!”. Un po’ per gioco e un po’ sul serio, Leonardo cede al gioco della rivisitazione, almeno su quattro degli amori andati persi. E ci invita a seguirlo nella riscoperta delle ragioni per cui tutto andò come andò. Con umorismo un po’ risaputo e pur sempre toscaneggiante, il recupero si rivela di tappa in tappa specificamente impossibile. A essere sinceri, da spettatori, dobbiamo riconoscere al protagonista la validità piena delle ragioni per cui finì non proprio benissimo con Angelica (Michela Andreozzi), Ginora-Quarantotto (Elena Cucci), Benedetta (Caterina Murino) ed Elettra (Gabriella Pession). Nei quattro tipi dal recupero difficile troviamo una certa standardizzazione dei tic che segnano il disagio della società prossima e, tutto sommato, non ci resta difficile prevedere il normale finale accomodante. La soluzione sarà pacifica, grazie soprattutto alla disponibilità caratteriale della ex moglie di Leonardo, Fabiola (Claudia Pandolfi). Il cast, sufficientemente affiatato, risponde bene alle esigenze esibizioniste di Pieraccioni, lasciando libero sfogo, ancora una volta, al chiacchiericcio divertente, buono per il dritto e per il rovescio, del comico leggero e tendente al rinverdimento sociologico. Da notare l’apparizione, in un simpatico siparietto, di Vincenzo Salemme, bravo a tirar su con un colpo di sguardi e con una battuta allusiva il tono sarcastico del paradosso incombente.

Franco Pecori

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29 novembre 2018