La complessità del senso
09 07 2020

Villetta con ospiti

Villetta con ospiti
Regia Ivano De Matteo, 2019
Sceneggiatura Ivano De Matteo, Valentina Ferlan
Fotografia Maurizio Calvesi
Attori Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo, Erika Blanc, Cristina Flutur, Monica Billiani, Ioan Tiberiu Dobrica, Bebo Storti, Vinicio Marchioni.

Ma che simpatici! Si vive bene in ambienti così. Ivano De Matteo, attore passato alla regia, ha sviluppato una poetica attenta al piano sociologico e ambientale (La bella gente 2009, Gli equilibristi 2012, I nostri ragazzi 2014, La vita possibile 2016), mostrando una certa attitudine per un “realismo poetico” (intendiamo il metodo, non il valore poetico) attento ai particolari. Nel suo cinema gli attori hanno avuto spazio per esprimersi senza restare prigionieri del piano referenziale (Elio Germano, Monica Guerritore, Valerio Mastandrea, Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Margherita Buy, Valeria Golino), vogliamo dire dello stereotipo “realtà”. Questa Villetta con ospiti resta un po’ sulla carta. L’intenzione trasparente è di mostrare la differenza che può correre tra le apparenze di vita “perbene” di una famiglia borghese nell’ambiente ristretto di una ricca cittadina del nostro Nord e il rovescio della medaglia, quando le condizioni improvvisamente cambiano, divenendo drammaticamente negative. Purtroppo, la descrizione iniziale (una buona prima parte del film) disambigua quasi del tutto i caratteri e le condizioni di vita dei personaggi principali, di loro ci viene mostrato già da subito il lato negativo e possiamo tranquillamente attenderci un certo esito. Nella famiglia di Giorgio, “uomo di successo”, una prossima crisi è del tutto prevedibile. Mentre si capisce che il progetto era di mostrare i protagonisti nel loro “lato migliore”, si notano anche chiaramente i loro difetti “nascosti” e così viene meno la suspence pre-scritta per la seconda parte. Il film si svolge nell’arco di 24 ore. Il “successo” di Giorgio (Marco Giallini, esecutore stanco della parte assegnatagli) non è affatto chiaro, l’uomo ha un aspetto sicuro e anche un po’ truce, porta con sé una pistola che gli ha passato, in maniera irregolare, il Commissario Panti (Massimiliano Gallo, non ancora spogliatosi dei panni di Sindaco del rione Sanità) e minaccia di usare l’arma contro Adrian (Ioan Tiberiu Dobrica), ragazzo romeno colpevole di star troppo dietro a Beatrice (Monica Billiani), figlia adorata, la quale invece è attratta dal giovane. Giorgio parte per uno dei tanti “viaggi di lavoro” (verso un’amante giovane), lasciando la moglie Diletta (Michela Cescon) in preda a chiara insoddisfazione, i cui sintomi sono sedativi per dormire e calmare accentuati nervosismi e dedizione di benefattrice verso le attività parrocchiali, nell’ambito delle quali la donna trova in Don Carlo (Vinicio Marchioni) assiduo conforto “spirituale”. Abbiamo anche modo di verificare l’onesto sacrificio di Sonja (Cristina Flutur), madre di Adrian, lavoratrice domestica ultrapaziente presso un’intollerante e altezzosa anziana signora (Erica Blanc), insopportabile paziente per il Dot. De Santis (Bebo Storti), ingordo di dolci e disponibile a compromessi. Tutto è pronto, insomma, per la “sorpresa” notturna. Nella villa di Giorgio assente, Diletta insonne avverte un rumore che la induce a indagare, pistola alla mano. Qui sarebbe il Noir da una “storia vera”. Ma il Cinema non ci assiste. La scena è debole, prevista e  statica. Dopo un’interminabile rallentamento dell’azione, il tema (“difesa personale”) da dibattito consunto si risolve con l’arguto intervento del commissario, napoletano trasferito al Nord. Beatrice, ragazza innamorata, resta nella sua camera, forse in attesa di un futuro migliore.

Franco Pecori

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30 gennaio 2020