La complessità del senso
18 12 2018

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This Crazy Heart
Regia Marc Rothemund, 2017
Sceneggiatura Maggie Peren, Andi Rogenhagen
Fotografia Christof Wahl
Attori Elyas M’Barek, Philip Noah Schwarz, Nadine Wrietz, Uwe Preuss.
Premi Giffoni 2018: Miglior Film Generator +13

Donne, amici, pasticche e polvere in discoteca, una corsa nella notte in macchina fino a casa e.. un tuffo nella piscina, con tutta l’auto. Scapestrato, bighellone, figlio di papà, Lenny (Elyas M’Barek) ha 30 anni e non ci pensa proprio a rispettare i consigli del padre (Uwe Preuss), famoso cardiologo. Un bel giorno, però, il genitore, scrupoloso professionista, attento anche all’aspetto umano dei suoi pazienti, alle sofferenze per le limitazioni di cui la loro vita può soffrire, pensa di assegnare al figlio un compito pedagogicamente orientato e utile a migliorare le condizioni di David (Philip Noah Schwarz, lucida la sua interpretazione), il quindicenne che ha in cura. Il ragazzo soffre di una grave malformazione cardiaca ed è costretto a muoversi portando con sé l’attrezzatura per l’ossigeno, non può fare sforzi e qualsiasi situazione può rivelarsi estremamente pericolosa per lui. In pratica le cose e i desideri anche più comuni appartengono per David al mondo dei sogni. Si tratta di dover aiutare il quindicenne a vivere una vita il più possibile “normale”. Dovrà pensarci Lenny. L’esperienza, pensa suo padre, gli farà bene, lo farà maturare e farà provare a David le soddisfazioni che provano gli altri adolescenti. Dopo un primo imbarazzo, il giovane comincia a misurare la distanza che separa il proprio mondo da quello del “paziente” da assistere, in pratica gli fa conoscere il mondo quale può essere con un semplice adeguamento alle azioni e ai desideri di tutti i ragazzi di pari età, un’età di passaggio – tra l’altro -, non facile da controllare, nella dimensione morale e nei nuovi impulsi anche fisiologici. Il tedesco Marc Rothemund (1968) si conferma regista sensibile alle problematiche adolescenziali (già nel 2000, il suo Harte Jungs, arrivato da noi nel 2007 col titolo Porky College 2 – Sempre più duro!, raccontava in modo divertente della preparazione di un ragazzo alla sua “prima volta”). La materia è trattata, è vero, in modo prevedibile e attraverso una suspence “prescritta”, ma l’approccio non si ferma alla discrezione dello sguardo, le scene invitano sempre a una lettura del senso implicativa e coinvolgente.  David non è soltanto un ragazzo dal destino speciale, ma porta in sé un testo da leggere, istruttivo per una coscienza contestuale nel mondo complicato e spesso impietoso in cui si vive. Il confronto interno, pur se a tratti perfino vistoso, tra i diversi codici dell’immaginazione e del comportamento si fa via via più stretto e produttivo, David e Lenny divengono amici e complementari, per un finale il cui ottimismo non pesa sulla leggerezza del tratto.

Franco Pecori

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22 novembre 2018