La complessità del senso
26 06 2017

Storie pazzesche

film_storiepazzescheRelatos salvajes
Regia Damián Szifrón, 2014
Sceneggiatura Damián Szifrón
Fotografia Javier Juliá
Attori Ricardo Darín, Oscar Martinez, Leonardo Sbaraglia, Érica Rivas, Rita Cortese, Julieta Zylberberg, Darío Grandinetti, Maria Onetto, Nancy Dupláa, Osmar Nuñez.

Dall’Argentina un autore di vasto successo, dovuto a serie televisive – una delle quali, Fratelli detective, passata anche in Italia – e a opere come El fondo del mar (2003), film d’esordio pluripremiato in diversi festival, da Mar del Plata a San Sebastian, o come Tiempo de valientes (2005), commedia che ha spopolato anche in Spagna. Sostenuta da Pedro Almodovar nelle vesti di co-produttore, arriva ora la commedia a episodi Storie pazzesche. In lingua spagnola, “salvajes” è precisamente “assurde” e il termine sottolinea il carattere paradossale dei temi svolti. Damián Szifrón si guarda attorno e coglie alcuni aspetti della vita quotidiana che, a veder bene, tengono tutti noi sul filo di una continua discriminante catastrofale. Il filo può essere sottilissimo, in ogni momento della giornata rischiamo di scivolare in situazioni irreparabili, le quali possono portare anche a conclusioni premature dell’esistenza. Il pericolo viene dal rapporto non proprio “pacifico” tra regole sociali, abitudini comportamentali e storia di ciascuno, cioè della sua conformazione psicologica e culturale. Il film si apre con la più pazzesca delle storie in elenco. Si ritrovano a bordo di un aereo di linea viaggiatori tutti casualmente legati da una tematica musicale che, attraverso conoscenze comuni e contrastanti idee estetiche, li unisce e li divide, li contrappone anche in modo esasperato. Ma il bello verrà dalla conclusione oggettiva e catastrofica che va a colpire, oltre a tutti gli altri, una coppia di anziani tranquillamente seduti a prendere aria in giardino. Si capisce già da questo inizio come l’autore prediliga il taglio “feroce” dell’osservazione, scelta di linguaggio che ci induce a ridere di gusto e in ragione liberatoria. Con gli altri episodi scendiamo a terra e viviamo storie che attingono a situazioni del tutto verosimili, salvo poi a svilupparsi in un rigonfiamento comico. Il riso proviene essenzialmente dal “riconoscimento” e dall’identificazione da parte dello spettatore, il quale trova qui un gustosissimo modo sfrontato di raccontare le cose, definire i caratteri, suggerire le soluzioni. Chi non ha mai avuto a che fare con la rimozione della propria auto in divieto (opinabile) di sosta e con l’impiegato del deposito che non sente ragioni e ti chiede semplicemente di lasciarlo svolgere il proprio compito di riscuotitore? Solo che, questa volta, il multato (Ricardo Darín) è un ingegnere specializzato in demolizioni ed ha appena finito di abbattere magistralmente un edificio con una potente carica esplosiva. E chi ha mai creduto che la festa di nozze sia veramente il coronamento del perfetto sogno d’amore, un giorno in cui gli sposi, gli invitati e tutta l’organizzazione gioiosa realizzino senza intoppi e senza alcuna riserva nemmeno mentale la felicità immediata di tutti? Erica Rivas è la sposa non proprio pacifica e la festa è minata alla base. Non dite di non aver mai incontrato, durante un tragitto in auto, un tizio arrogante e potenzialmente violento che senza ragioni precise vi prende di petto. Leonardo Sbaraglia è il malcapitato e la lotta con l’energumeno mandato dalla sorte sarà all’ultimo sangue. Entrerete poi nella cucina di un ristorante malandato. La cuoca (Rita Cortese) è di modi alquanto decisi. L’avventore unico, di là in sala, ha ordinato delle uova e la cameriera (Julieta Zylberberg) lo riconosce come un mafioso malfattore. A volte succede che il cliente non venga rispettato. A proposito di malaffare, un miliardario vuole salvare suo figlio il quale s’è messo nei guai per un incidente d’auto e l’avvocato di famiglia promette di risolvere la questione accordandosi con la compagnia assicurativa. Sarà un bel problema distinguere tra onestà e opportunismo. Insomma ce n’è un po’ per tutti. Anche di risate amare. [Cannes 2014, concorso. Courmayeur 2014, Film d’apertura]

Franco Pecori

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11 dicembre 2014