La complessità del senso
23 07 2024

Fuga in Normandia

The Great Escaper
Regia Oliver Parker, 2023
Sceneggiatura William Ivory
Fotografia Christopher Ross
Attori Michael Caine, Glenda Jackson, Will Fletcher, Laura Marcus, John Standing, Jackie Clune, Danielle Vitalis, Wolf Kahler.

Non è anche questione di rispetto, è questione di rispetto. Dalla forza contestativa di St. Trinian’s 2007 (in Italia 2009) al riscatto finale per il recupero confermativo di una scelta morale, antropologica, singolare, prospettica. Rispetto per la vecchiaia, siccome l’ultima età, se ottiene approvazione, ha la forza di un’ironia amara: “Le persone tutto ciò che vogliono è un lietofine”, dice il novantenne inglese Bernie (ultima interpretazione di Michael Caine) tra gli applausi delle persone vicine e dei giornalisti accorsi ad accoglierlo al ritorno  della sua intrapresa (spoileraggio? parola orribile). Non è di molte parole, Bernie, ma è spiritoso e picchia duro; partecipò, nella Marina Reale, allo sbarco in Normandia (6 giugno 1944) e ora (2014) non rinuncia ad essere presente alle celebrazioni del 70mo D-Day. Il reduce passa i suoi giorni insieme alla sua cara moglie, Irene (Glenda Jackson, ultima prova prima di morire), conosciuta al tempo dei fatti storici – più avanti, nel cuore del racconto, rivivremo l’indimenticabile incontro giovanile. I due anziani si amano tuttora,  accuditi e ben protetti nella casa di cura che li ospita. Pensavano di recarsi insieme in Normandia, a rivivere i drammatici – e per loro anche romantici – momenti del ’44, ma qualche intoppo è sembrato voler impedire la soddisfazione del progetto. Sicché Bernie pensa di andare da solo all’appuntamento con la Storia, “fuggendo” una mattina presto, grazie alla benevola disattenzione di Irene, “impegnata” a proseguire nel sonno. Il protagonista s’imbarca e raggiunge in tempo gli altri reduci, inglesi e tedeschi; già sul traghetto fa amicizia con un altro ex, della Royal Air Force, sconosciuto e riconoscibile, diverso come si è diversi tra persone che hanno una storia. La riva del mare, il mare dello sbarco, porge allo sguardo soprassalti di memoria anche drammatica, come il fatale grido di “incoraggiamento” di Bernie, al momento di saltare e correre verso terra, al suo compagno: “Vai, andrà tutto bene”. La Grande Fuga avrà il momento culminante, risolto in una battuta secca, inglese, con cui Bernie, sulla lapide di quel compagno perso e con lo sguardo verso la distesa degli altri innumerevoli marmi, dirà a se stesso e a noi semplicemente: “Che spreco!”. Regista preso a volte un po’ sottogamba, Oliver Parker è sembrato, da Othello 1995 a Dorian Gray 2009, come aver l’intenzione di snobbare un Grande Impegno verso la Storia del Cinema. E tuttavia non ha smesso di provocare, delicatamente, almeno dei dubbi sull’ Importanza di chiamarsi Ernest 2002. Quest’ultima Great Escaper è un sottile e imparabile affondo nella coscienza occidentale, in un momento, ancora, di drammatica tensione. Negli attori, grandi, nessun ammiccamento verso stereotipi seriali, purtroppo ormai irrefrenabilmente estensivi.  Caine e Jackson non rinunciano a se stessi e perciò sono Bernie e Irene.

Franco Pecori

 

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20 Giugno 2024