La complessità del senso
13 02 2026

La grazia

La grazia
Regia Paolo Sorrentino 2025
Sceneggiatura Paolo Sorrentino
Fotografia Daria D’Antonio
Attori Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Giuseppe Gaiani, Giovanna Guida, Alessia Giuliani, Roberto Zibetti, Vasco Mirandola, Linda Messerklinger, Rufin Doh Zeyenouin.
Premi Venezia 2025 Coppa Volpi Attore: Toni Servillo.

Era già tutto previsto? Stavolta Pathenope non farà disperare Cocciante, né Maradona esalterà le attese del popolo napoletano. Toni Servillo, per la settima volta con Sorrentino – dopo L’uomo in più 2001, Le conseguenze dell’amore 2003, Il divo 2008, La grande bellezza 2013, Loro 2018, È stata la mano di Dio 2021 – è ora  Mariano De Santis, Presidente della nostra Repubblica nata dalla Resistenza. Interpretazione assoluta, perfetta identità con l’ispirazione del regista. L’uomo, vedovo e padre di Dorotea (Anna Ferzetti), giurista come lo stesso genitore, vive il Semestre Bianco con assoluta dignità. Il Quirinale non ha intaccato e non intaccherà ora la tranquillità di una coscienza, sensibile al dubbio cattolico verso  questioni morali profonde. Scelte come fior-da-fiore, sono alla firma del Presidente la legge sull’eutanasia e la concessione della grazia, ad un uomo che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer e ad una donna che ha eliminato il marito violento verso di lei. Decisioni da prendere dopo profonda riflessione, certo. Il Presidente proviene da studi giuridici rigorosi (suo un manuale di diritto penale di 2046 pagine) e vive da sempre  con profonda coscienza del dubbio. Ora, essere/non essere “torturatore” e/o “assassino”. Con asciutta insuperata “semplicità”, Servillo ci invita a far compagnia all’uomo non certo privo di sentimento (oh quel tradimento subìto, molti anni fa, dalla moglie con un uomo di cui non avrebbe poi mai potuto sapere chi fosse!), magari una volta a seguirlo nella misteriosa/normale e discreta passeggiata per una via del centro. Una decisione dovrà prenderla, il Presidente, non lasciando però cadere la necessità del dubbio. Uomo Alto e Uomo Normale, non se ne esce. Nel Palazzo personaggi si aggirano, la salute a tavola è da tener controllata, una canzonetta si può anche canticchiare una volta. Ma il De Santis resta semplicemente serio, un uomo serio, giorno dopo giorno con noi. Come non tornare a Gambardella? Jep ci  domanda ancora un po’ triste: “Che fate stasera?”. Domani è un altro giorno? “I giorni sono nostri”.

Franco Pecori

15 Gennaio 2026