La complessità del senso
18 10 2017

Unbroken

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Regia Angelina Jolie, 2014
Sceneggiatura Richard LaGravenese, William Nicholson, Joel Coen, Ethan Coen
Fotografia Roger Deakins
Attori Jack O’Connell, Domnhall Gleeson, Garrett Hedlund, Finn Wittrock, John Magaro, Alex Russell, Miyavi, Jai Courtney, Luke Treadaway, Jordan Patrick Smith, Chris Proctor.

“Storia trionfante” del XX secolo individuata nella figura di Louis “Louie” Zamperini, figlio di immigrati italiani in California. Giovane dalla mitica tenacia e forza morale, Louie (Jack O’Connell) era un ragazzo molto irrequieto e si stava profilando per lui una vita da delinquente di strada, ma nella corsa si mostrò irresistibile. Incoraggiato dal fratello maggiore Pete (Alex Russell), continuò a prepararsi e partecipò con onore a Berlino alle Olimpiadi del 1936. Mentre sognava di andare anche all’edizione successiva, nel 1940 fu reclutato in Aviazione. La guerra lo costrinse ad affrontare e superare prove durissime, prima in combattimenti alle Hawaii e poi per lo schiantarsi nel Pacifico del B24 Liberator del cui equipaggio faceva parte. Insieme a due compagni d’arma, Louie si ritrovò in un canotto in pieno oceano a lottare per la sopravvivenza, mangiando carne cruda di uccelli e fegato di pescecane. L’incubo, durato ben 47 giorni, sembrava dovesse finire con la comparsa di una nave all’orizzonte, ma purtroppo si trattò di una nave nemica. Louie finì in un campo di prigionia, dominato dal torturatore giapponese Mutsushiro Watanabe (interpretato dall’artista nipponico Miyavi), soprannominato l’Uccello. Al termine del conflitto mondiale, Zamperini, caduto in preda all’alcol, verrà salvato dal matrimonio e dalla fede cristiana che lo porterà a perdonare il nemico aguzzino. Nel 1998 il vecchio Louie percorrerà un tratto da tedoforo e accenderà la fiamma olimpica dei Giochi Invernali di Nagano, proprio in Giappone. Morirà a 97 anni, nel luglio 2014, mentre le riprese di Unbroken staranno per essere ultimate. Prodotto e diretto da Angelina Jolie (alla seconda prova da regista dopo In the Land of Blood and Honey 2001), il film ha l’andamento eroico suggerito dal mito e cerca di contenere il racconto in una dimensione di realismo epico, semplificando il tratteggio dei personaggi in funzione del senso complessivo della vicenda. Non mancano momenti spettacolari, specie il combattimento in volo e la tempesta in mare, ma l’attrazione principale è data dalla rappresentazione insistita del sadismo di Watanabe. Zamperini ne esce vivo mostrando doti di resistenza quasi-incredibili. Le sequenze si susseguono a blocchi chiusi in sé, i quali finiscono per perdere in progressione narrativa a vantaggio della definizione ideale del personaggio. In qualche tocco qua e là si sente la mano dei fratelli Coen, coautori della sceneggiatura. Di certo la figura del torturatore, per il suo carattere marcatamente implicito e risolto quasi tutto nell’espressione del volto, si impone a tratti sul tracciato mitologico dell’eroe trionfante.

Franco Pecori

 

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29 gennaio 2015