La complessità del senso
28 06 2017

Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno

The Dark Knight Rises
Christopher Nolan, 2012
Fotografia Wally Pfister
Christian Bale, Gary Oldman, Tom Hardy, Joseph Gordon-Levitt, Anne Hathaway, Marion Corillard, Morgan Freeman, Michael Caine, Matthew Modine, Alon Aboutboul, Ben Mendelsohn, Burn Gorman, Daniel Sunjata, Nestor Cardonell.

Stratificazioni spettacolari e contorcimenti narrativi formano in questo terzo Batman noliano (Batman Begins 2005, Il Cavaliere Oscuro 2008) un miscuglio attraente ma stilisticamente alquanto confuso. Una sorta di assuefazione e un conseguente torpore analitico colpiscono lo spettatore e lo inducono alla resa finale. Dopo oltre due ore di scene “a sorpresa” (realizzate con grandi mezzi produttivi e senza indulgere all’utilizzo del digitale), la serie progressiva e infinita di “spiegazioni”, riguardanti sia la storia individuale dei personaggi sia la situazione socio-politica di Gotham City, denuncia forse un problema di fondo, di chiarezza della prospettiva ideale (si potrebbe perfino dire ideologica). Il destino della città, del popolo ingannato, oppresso e da “liberare” s’intreccia con quello individuale degli eroi protagonisti, principalmente di Bruce Wayne/Batman (Bale), orfano miliardario piombato all’inferno e resuscitato in un riscatto sacrificale ultimativo (non riveliamo il come), senza che tuttavia le responsabilità del possibile disastro e comunque delle drammatiche sofferenze della collettività emergano più di tanto, né vadano sostanzialmente a incidere sull’esito di una vicenda che, in fondo, rimane astratta. Diversi riferimenti più o meno espliciti alla crisi mondiale dei nostri giorni (la criminalità organizzata, le banche, i consigli di amministrazione, il problema di “investire per salvare il mondo”) risultano più “nominali” che strutturali. Ben altro impatto “realistico” e prefigurativo (delimitato e circoscritto al problema specifico dell'”estrazione” dal subconscio di segreti e della loro utilizzazione) aveva ottenuto Nolan col precedente Inception (2010). Il fatto è che la figura di Batman non si presta molto a un’articolazione sul versante della verosimiglianza referenziale, se non sul piano di una moralità “ingenua”, anche facile da tradurre in rappresentazioni “feroci”. E al dunque, tra gli antagonisti Wayne e Bane arriva nientemeno che la classica “scazzottata” all’americana. Godiamoci lo spettacolo per quello che è e soprattutto la bravura degli attori, un cast di primissima qualità.

Franco Pecori

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29 agosto 2012