La complessità del senso
19 10 2017

Una notte con la regina

film_unanotteconlareginaA Royal Night Out
Regia Julian Jarrold, 2015
Sceneggiatura Trevor De Silva, Kevin Hood
Fotografia Christophe Beaucarne
Attori Sarah Gadon, Bel Powley, Jack Reynor, Rupert Everett, Emily Warson, Mark Hadfield, Jack Laskey, Jack Gordon, Annabel Leventon, Geoffrey Streatfield, Debra Penny, Samantha Baines, Emma Vonnell, Rab Affleck, Roger Allam, Sophia di Martino, Hayley Squires, Fiona Skinner, Laurence Spellman, Ruth Sheen.

L’autore di Becoming Jane (2007) passa dalla fine del Settecento al 1945 e dal “Ritratto di una donna contro” (la scrittrice Jane Austen e il tema del matrimonio d’interesse e della scelta romantica) allo scanzonato, ma non meno corrosivo – seppur gradevole – trasognato “ricordo” dei turbamenti ben legittimi di due giovani principesse importanti, nientemeno che Elizabeth Windsor, futura regina d’Inghilterra, e la sorella minore Maraget. Due ragazze, di 19 e 14 anni, in un flash visionario scattato l’8 maggio 1945, Giornata della Vittoria in Europa. A Londra, la folla è nelle piazze e nei locali, a festeggiare pazzamente la fine dell’incubo. “E ora cosa succederà?”, si chiede Giorgio VI, re suo malgrado dopo l’abdicazione del fratello Edoardo VIII (ne Il discorso del Re di Tom Hooper, era Colin Firth, 2011). Gli risponde la moglie (Emily Watson): “Ci penserà il Signor Churchill”. Winston Churchill lo vediamo all’inizio del film, nella sequenza in bianco&nero composta da materiali di repertorio che inquadrano il momento storico. Ora però lo statista deve restare fuori, le due ragazze si vogliono divertire, vogliono uscire da Buckingham Palace e mescolarsi in incognito alla gente. Julian Jarrold non ne fa certo un documentario, ma si mette a seguire da vicino l’immaginaria avventura, sul filo del paradosso, riportandola continuamente alla possibile realtà grazie a un malcelato e sorridente sarcasmo. Mentre le figlie scorrazzano per la città, la madre esclama tra sé: “Mi farei tanto un gin tonic”. Elizabeth (Sarah Gadon) e Margaret (Bel Powley) ne combinano di tutti i colori, soprattutto la più piccola, la cui ingenuità esplode come una bomba a salve. Alla più grande tocca di sorvegliarla e rintracciarne il percorso di fuga “involontaria”. Al loro seguito sono uscite su ordine del re due Guardie Reali, ma la loro attenzione si perderà nel gozzovigliare generale e Margaret si ritroverà, dalla prima tappa all’Hotel Ritz, addirittura nei meandri di Soho, il quartiere a luci rosse. Per fortuna, nella mischia delle allegrie Elizabeth si imbatte in Jack (Jack Reynor), aviere di famiglia proletaria e poco entusiasta della monarchia. Il giovane aiuterà la futura regina a cercare e ritrovare la scapestrata sorellina. L’incontro è anche occasione di scambio quasi-sentimentale e soprattutto di reciproca “trasfusione”, in una fiabesca fuga nel mondo della comprensione e compartecipazione. E’ lì che, si deve intuire, si consolida il legame tra la monarchia femminile tuttora in vigore e il popolo inglese ad essa fedele. Qualche accentuazione nel divertissement poteva essere forse attenuata per evitare l’impressione di una “coda di paglia” umoristica della regia, ma in sostanza il film regge bene il curioso contrasto tra Commedia e Destino. Tutti bravi gli attori.

Franco Pecori

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7 aprile 2016