La complessità del senso
16 01 2018

50 primavere

Aurore
Regia Blandine Lenoir, 2017
Scenaggiatura Blandine Lenoir, Jean-Luc Gaget, Océane, Rose Marie, Benjamin Dupas
Fotografia Pierre Milon
Attori Agnès Jaoui, Thibault de Montalembert, Pascale Arbillot, Sarah Suco, Lou Roy-Lecollinet.

Stereotipo malinconico, però simpatico. Se arriva la “vampata” di calore, Aurore (Agnès Jooui) sbuffa, si toglie il vestito, tira sù i capelli e sorride. E’ arrivato il cinquantesimo compleanno, non le va più di dire sissignore al padrone del locale dove fa la cameriera e perciò lo saluta. Si guarda attorno, è separata dal marito, ha due figlie, una la farà presto diventare nonna, l’altra sta per fare il borsone (“Chi se ne importa della scuola”). Non si mette bene, no. Eppure il caso ci pensa. Un po’ per divertimento, Aurore tiene il gioco di un’amica nella vendita/affitto di case e un bel giorno il cliente – guarda un po’ – è nientemeno che Totoche (Thibault de Montalembert), ex amore travolgente dei tempi della scuola. Risolto il problema della solitudine incombente? La vita non è così semplice. Il tema della menopausa e del passaggio, spesso drammatico, da una fase all’altra dell’esistenza non è certo un tema nuovo, le riviste femminili, la letteratura scientifica e il senso comune fanno un cumulo di “risaputo” non facilmente azzerabile. Eppure l’attrice francese Blandine Lenoir (Seul contre tous Gaspar Noé, 1998) passa alla regia con l’aria di voler affrontare il rischio sul versante della simpatia. Il racconto è senza sorprese, il finale facile e appagante “in minore” non risolverà una certa dispersione “esistenziale” di un personaggio che a più riprese avrà lasciato intendere una certa insoddisfazione per l’inconsistenza del ruolo. Tuttavia Agnès Jaoui è molto brava e si offre con generosità al Tipo e alle sue pieghe ricognitive.

Franco Pecori

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21 dicembre 2017