La complessità del senso
26 09 2021

Un altro giro

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Regia Thomas Vinterberg, 2020
Sceneggiatura Thomas Vinterberg, Tobias Lindholm
Fotografia Sturla Brandth Grøvlen
Attori Mads Mikkelsen, Thomas Bo Larsen, Magnus Millang, Lars Ranthe, Maria Bonnevie, Helene Reingaard Neumann, Susse Wold, Magnus Sjørup, Silas Cornelius Van, Albert Rudbeck Lindhardt, Martin Greis-Rosenthal, Frederik W. Rasmussen, Aksel Vedsegaard, Aya Grann, Gustav Sigurth Jeppesen, Freja Bella Lindahl, Mercedes Claro Schelin, Cassius Browning, Maria Ovi, Clara Phillipson, Dorte Højsted.
Premi Oscar 2021: Film internaz. Londra 2020: Film. EFA 2020: Reg. At. Mads Mikkelsen Sg.

Mondi lontani. Se la lezione di storia in una classe di liceo in Danimarca presenta un problema, può darsi che la ragione derivi soltanto in parte dalla condizione (socio-esistenziale) del docente, magari indebolito dal proprio stato di depressione. Mentre gli studenti e molti altri giovani (quasi tutti) s’ingozzano in sfrenate bevute collettive, la salvezza arriverà dalla teoria di un geniale studioso secondo cui una presenza stabile di alcol (diciamo un mezzo bicchiere) nell’organismo di ciascuno farebbe il miracolo di equilibrare gli spiriti e donare alla società la giusta prospettiva di una vita armoniosa e consapevole? Lontananze. Dislivelli difficili se, a fronte, pensassimo ad altri disagi e sofferenze, per esempio al flusso verso la “civiltà avanzata” di masse miranti all’Europa, anche alla Danimarca, o di “altri” americani che bussano alla porta, ai confini col Messico. L’ottimo Vintenberg – lo stesso regista di Riunione di famiglia 2008, Il sospetto 2012, Via dalla pazza folla 2014 -, simpatico provocatore, parla di cose vicine a sé, col suo stile riconoscibilissimo anche grazie alla presenza del suo attore preferito, Mads Mikkelsen. Quanto a successive scelte e soluzioni, beati i produttori di bollicine e gli organizzatori di “aperitivi”. Il film comincia con scene di vita usuali, giovani fanno una gara di bevuta. Subito prima, sul nero, la scritta: “La giovinezza? Un sogno. L’amore? Il contenuto del sogno”. Firmato Søren Kierkegaard, filosofo e teologo danese (1813- 1855) che piace ai giovani. A scuola, i giovani fanno esercizio fisico e cantano: “In Danimarca sono nato, questa è la mia bellissima patria”. E studiano la Psicologia (“La ragione del nostro comportamento e delle nostre reazioni”) e la Storia: “L’industrializzazione è un periodo della storia mondiale”, dice dalla cattedra Martin (Mikkelsen), uno dei professori. “Grazie al processo tecnico – prosegue il protagonista – è iniziato il movimento che è fondamento del mondo moderno”. Si passa poi a Churchill (si sa del suo stato di non sobrietà in certi momenti decisivi). Poi, a casa, il prof risulta noioso alla moglie Anika (Maria Bonnevie), la quale ormai “lavora spesso di notte”. E ancora a scuola, le lezioni di Martin sono giudicate insufficienti per una buona preparazione degli studenti. Gli anni cominciano a pesare. A cena con gli amici per il compleanno di Tommy (Thomas Bo Larsen), viene fuori che c’è troppa “saggezza” in quei “vecchi” quarantenni (Magnus Millan è Nicolay, Lars Ranthe è Peter). Per fortuna, Fin Skarderud, il filosofo norvegese,  ha trovato il rimedio. Bisogna bere, alle persone mancano o,5 grammi di alcol per litro di sangue. Affascinante. Col vino e la vodka tornerà la gioia di vivere. I quattro amici sperimenteranno la teoria e ne scriveranno una relazione. Pedanteria? Paradosso? Osserveranno il miglioramento delle relazioni umane e professionali. Berranno soltanto durante le ore di lavoro. Lo faceva anche Hemingway. Gustosi altri riferimenti a personaggi della politica mondiale, del passato e attuali. Il difficile viene quando si tratta di rispettare il limite, in tema di superamento dell’inibizione. Centrale la sequenza della bevuta a quattro, ballando col giradischi a tutto volume, e delle sue conseguenze pubbliche. Il rischio è l’alcolismo diffuso. Vuoi vedere che il problema non è la carenza d’alcol? La storia si conclude a scuola, con gli esami orali, se il pubblico ha voglia di ripassare Kierkegaard. Bisogna accettarsi come soggetti fallibili, amare l’altro e la vita? Tutti promossi. I bambini cantano al funerale del loro maestro… e così via.

Franco Pecori

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20 maggio 2021