La complessità del senso
07 12 2021

Minari

Minari
Regia Lee Isaac Chung, 2020
Sceneggiatura Lee Isaac Chung
Fotografia Lachlan Milne
Attori Steven Yeun, Yeri Han, Youn Yuh-jung, Alan Kim, Noel Kate Cho, Darryl Cox, Esther Moon, Ben Hall, Eric Starkey, Will Patton, Jacob Wade, Jim Carroll, Jenny Phagan, Tina Parker, Chloe Lee, Scott Haze.
Premi Golden Globes 2021: Film str. Oscar 2021: Youn Yuh-jung atrnp.

Tramite Corea e tramite Cina, l’America cerca un’immagine di sé, secondo le due facciate di una medaglia che piroetta verso un nuovo futuro. Due film si sono ritrovati in tandem sul filo dell’Oscar 2021, con la pandemia del Covid19 in piena azione drasticamente “ri-formatrice”. Minari, del coreano Lee Isaac Chung, con una “semplicità” antica, propone l’idea della piccola impresa, una fattoria da impiantare da zero verso una mitica autosufficienza famigliare, su un tappeto di poetico realismo “contadino”. Il futuro è calcolato con modestia ma anche con coraggio. Jacob (Steven Yeun), immigrato coreano, lascia il lavoro di sessuatore di pulcini e, sulla casa con le ruote, trascina la famigliola (moglie e due figlioli) dalla California all’Arkansas. C’è da trovare una sorgente d’acqua e da dare il via a una nuova vita da agricoltore. Siamo negli ’80, Reagan è contento. Ogni anno emigrano in America 30 mila coreani. La moglie, Monica (Yeri Han), si consola con l’arrivo della madre, saggezza in persona che li raggiunge portando con sé un ciuffo di minari, erba piccante che alla seconda ricrescita (crescione coreano) darà il risultato migliore. Ma nessuna propaganda, il cinema di Chung è piccolo come il campo da coltivare. La convinzione del progetto famigliare si nutre sulle leggi della prossimità. Regia discreta, metafora nascosta. Quasi niente, ma molto. La famigliola è coraggiosa, il piccolo David (Alan Kim) si fa amare per la simpatia e per la sua voglia di conoscere il mondo da vicino. Soprattutto la nonna Soonja (Youn Yuh-jung) segna con la sua stessa presenza la garanzia prescrittiva necessaria alla riuscita della giusta scelta. L’erba Minari è buona. La piccola fattoria potrà anche bruciare ma il futuro, relativo e circoscritto, è garantito per quello che è. Inutile sognare lontano. Sul filo dell’Oscar, il confronto con l’America nomade della pechinese Chloé Zhao può dare fastidio, proprio per la non-progettualità dello sguardo. Fern (Frances McFormand) e Jacob non s’incontreranno mai.

Franco Pecori

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26 aprile 2021