La complessità del senso
21 01 2026

Babygirl

Babygirl
Regia Halina Reijn 2024
Sceneggiatura Halina Reijn
Fotografia Jasper Wolf
Attori Nicole Kidman, Harris Dickinson, Antonio Banderas, Jean Reno, Sophie Wilde, John Cenatiempo, Leslie Silva.
Premi Venezia 2024: Nicole Kidman, Coppa Volpi.

Attrazione pericolosa. A differenza di Emilia Pérez (Jacques Audiard 2024), Romy (Kidman) – donna di successo, madre di famiglia (due figlie) con responsabilità aziendale (robotica) e con marito (Banderas) regista di teatro – non sente di voler essere uomo. La donna ha invece bisogno di dare soddisfazione, nel pieno senso orgasmico, al proprio desiderio femminile. Ad apertura, possiamo renderci già conto di una “insufficienza” del piacere, relativa al marito. Altre sequenze, con l’irrompere in scena del giovane stagista Samuel (Dickinson), ci mostreranno la situazione di Romy, in dettaglio. L’impatto con Samuel esplode all’improvviso. Occhi sugli occhi, bocca su bocca e via, senza freni, al limite del thriller, ma con una “cinquantina” di sfumature. Nicole Kidman, bravissima, sa esplodere, non senza grazia, in una piena confidenza fisica, in scene magistrali, grazie anche alla precisione di Halina Reijn, regista olandese al terzo film – Instinct (commedia 2019), Bodies Bodies Bodies (horror 2022). Senza darlo troppo a vedere, il thriller erotico lascia trasparire tensioni femministe e relative al tema  Potere, “dare e prendere potere”,  nel quadro della New York contemporanea.  Il titolo “Baby” e “Girl” – forse troppo presto e forse troppo tardi rispetto al film – lascia intendere possibili letture analitiche, al di là del freddo tracciato narrativo. Il film è come costretto a “rinasce” da se stesso, grazie alla perfetta interpretazione della protagonista.

Franco Pecori

30 Gennaio 2025