La complessità del senso
17 11 2018

First Man – Il primo uomo

First Man
Regia Damien Chazelle, 2018
Sceneggiatura Josh Singer, James R. Hansen
Fotografia Linus Sandgren
Attori Ryan Gosling, Claire Foy, Jon Bernthal, Pablo Schreiber, Kyle Chandler, Jason Clarke, Christopher Abbott, Sea Whigham, Corel Stoll, Patrick Fugit, Lukas Haas, Cory Michael Smith, Brian d’Arcy James, Brady Smith, Perla Middleton

Il 20 luglio 1969 Neil Armstrong mise il piede sulla Luna. L’Universo è grande, il tempo è nozione relativa. A mezzo secolo di distanza, la memoria di quella data ha forse perso in profondità, più ravvicinabile idealmente al 1492. Un film su quel traguardo astronautico, ormai dal senso più simbolico che sostanziale, rischiava la retorica. E il successo del primo film di Damien Chazelle, La la land, poteva ancora influire sulla prospettiva celebrativa di un destino, invece, da riconsiderare nella sua portata non tanto, o non solo, eroica quanto umanistica. Il regista ha scelto di non autoconsacrarsi nella composizione del merito, come era un po’ stato con la “presentazione epocale” nel precedente lavoro. Il viaggio di Armstrong, affidato con giusta insistenza alla bravura di Ryan Gosling, è meno romantico di quel che può sembrare a una prima lettura. Intanto, la competenza tecnica del pilota reduce dalla Corea si traduce man mano, durante la lunga preparazione al viaggio decisivo, in una significativa consapevolezza di mutazione prospettica, non solo filosofica, morale, poetica, bensì pienamente storica. Lo spazio, la dimensione di un guardarsi dal di fuori e dall’interno, passa da una prima voluttà del “gioco” a una condizione relazionale che non tende mai a glorificare una “fuga” – il Vietnam è presente con le sue tensioni non meno delle problematiche specifiche delle prove in addestramento. Il cinema di Chazelle, stavolta, non lascia che il set stesso si trasformi in fiaba, mentre non trascura un rispetto per il realismo interno, tecnico, del tema. Tensione e spettacolo si fondono nel flusso progressivo della vicenda composita, difficilmente scomponibile in settori di competenza (errore sarebbe considerare “a parte” il versante “famiglia”, che invece nel racconto si raccorda con la zona tecnologica in modo coerente). La prima luna, ok, ma non più – o almeno non più tanto ingenuamente – l’Uomo al centro dell’Universo. Ingegneria e fantasia vanno insieme, fuse nella consapevolezza del rischio personale, non solo simbolico. C’è anche la morte, come nella vita, c’è la famiglia, una famiglia normale dove i figli giocano mentre il papà parte. [Venezia 2018, Film di Apertura]

Franco Pecori

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31 ottobre 2018