La complessità del senso
29 06 2017

Dheepan – Una nuova vita

film_dheepanunanuovavitaDheepan
Regia Jacques Audiard, 2015
Sceneggiatura Noé Debré, Thomas Bidegain, Jacques Audiard
Fotografia Éponine Momenceau
Attori Jesuthasan Antonythasan, Kalieaswari Srinivasan, Claudine Vinasithamby, Vincent Rottiers, Marc Zinga.
Premi Cannes 2015: Palma d’Oro.

Non sarà poi così nuova la vita di Dheepan, quando, fuggito dai massacri della guerra civile nello Sri Lanka, si troverà a sopravvivere in una banlieu parigina, a contatto con l’intreccio di stranieri di tutti i tipi e con giovani spacciatori dal destino disperato. Capo guerrigliero Tamil in patria, Dheepan ha perso tutti i suoi uomini e la propria famiglia. Per approdare da rifugiato in Francia ha assemblato in maniera fittizia un nuovo nucleo, con Yalini (Kalieaswari Srinivasan) nelle vesti di moglie e Illayaal (Claudine Vinasithamby), “figlia” di 9 anni. Dopo i flash iniziali sugli esiti atroci delle lotte intestine nell’isola asiatica, seguiamo la lunga fase di adattamento della nuova “famiglia” nel contesto difficile di una società degradata, ai margini della capitale francese. Jacques Audiard, regista attento a situazioni di conflitto implicito relative a condizioni “normalizzate” (Il profeta 2009, Un sapore di Ruggine e Ossa 2012), segue la graduale “sistemazione” dei protagonisti nel quadro di un’integrazione non semplice secondo ottiche complementari, della dimensione referenziale – Yalini trova lavori umili e stabilisce i primi contatti “umani” mentre Illayaal impara la lingua e conquista il diritto a frequentare una classe scolastica “normale”, Dheepan distribuisce la posta dello stabile assegnatogli come guardiano e sorveglia che la zona dei malviventi resti ben distinta – e dello sviluppo interiore che i tre personaggi hanno, a livello emotivo-sentimentale, sradicati dalla realtà originaria e proiettati in nuove solitudini. L’interprete principale, Jesuthasan Antonythasan, prima che attore nel film è stato bambino soldato nella patria Tamil, rifugiato politico in Francia e scrittore. La sua partecipazione al lavoro di Audiard appare significativamente intensa, la reazione di Dheepan contro il dilagare arrogante della violenza nella banlieu arriva nel giusto momento di una più che comprensibile reazione umana e politica del guerrigliero che è in lui. Segue poi un finale “pacificatore” solo in apparenza. Senza rivelarlo, diciamo che la sequenza si presta a discussioni di vario livello senza che Audiard suggerisca (nota di merito) in maniera esplicita un punto di vista. Nel complesso, il film non conferma la compattezza espressiva de Il profeta né la carica emozionale di Un sapore di Ruggine e Ossa, proponendo piuttosto una dimensione “poetica” più spiccatamente esibita.

Franco Pecori 

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22 ottobre 2015