La complessità del senso
19 10 2017

Un mostro dalle mille teste

film_unmostrodallemilletesteUn monstruo de mil cabezas
Regia Rodrigo Plá, 2015
Sceneggiatura Laura Santullo
Fotografia Odei Zabaleta
Attori Jana Raluy, Sebastián Aguirre Boëda, Hugo Albores, Nora Huerta, Daniel Giménez Cacho, Emilio Echevarría, Ilya Cazés, Noé Hernández, Verónica Falcón , Úrsula Pruneda, Marisol Centeno, Daniel Cubillo.

Nel suo primo film, La Zona (Leone del Futuro a Venezia 2007), il messicano (uruguaiano di nascita) Rodrigo Plá denunciava l’inaccettabile autogestione dei ricchi di Città del Messico, la loro vita blindata nella “Zona” protetta da guardie private e tollerata dal sistema. In un certo senso, quel film poteva già funzionare da metafora comprensiva di questo Mostro, scelto nel 2015 per aprire la sezione Orizzonti della Mostra veneziana. Nella Zona blindata irrompevano giovani aggressori, dai quali pensava di difendersi una donna impugnando la pistola, cadevano vittime e un ragazzo veniva processato senza tribunale. Ora entra in ballo un’altra Zona, a proteggersi – esempio di malasanità – sono i gestori del potere medico sotto l’etichetta di una società assicuratrice, la “Alta Salud”. Un uomo muore di cancro e gli viene negato il trattamento più adeguato. Non è soltanto un problema burocratico come vorrebbero far sembrare sia il medico curante sia i responsabili dell’azienda. Sonia (brava Jana Raluy), la moglie del malato, esasperata e seguita dal figlio adolescente, irrompe in casa del medico (Hugo Albores) e, pistola alla mano, tenta di costringerlo a sbloccare la situazione. La componente thriller sale in primo piano ma il regista evita con cura un piatto adeguamento al genere. La chiave psicologica dell’azione è espressa secondo una poetica della “normalità” che lascia in continua trasparenza la dimensione usuale del comportamento. La protagonista non alza la voce, si comporta perfino in modo “educato”, tanto che il figlio Dario (Sebastián Aguirre Boëda), fino a che può, la prega di lasciar perdere in modo sommesso, rispettoso. Non finirà bene, dopo un’indagine ci sarà il processo che durante l’azione abbiamo potuto seguire “fuori campo”, in parallelo. Il soggetto viene dal libro (stesso titolo) di Laura Santullo, moglie di Plá e sceneggiatrice del film, ma la storia è più verosimile di quel che possa sembrare. In Messico, l’assicurazione sanitaria è un bene di lusso, accessibile all’otto per cento della popolazione. 

Franco Pecori

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3 novembre 2016