La complessità del senso
27 06 2017

La prima volta (di mia figlia)

film_laprimavoltadimiafigliaLa prima volta (di mia figlia)
Regia Riccardo Rossi, 2014
Sceneggiatura Riccardo Rossi, Chiara Barbini, Luca Infascelli
Fotografia Maurizio Calvesi
Attori Riccardo Rossi, Anna Foglietta, Stefano Fresi, Fabrizia Sacchi, Benedetta Gargari, Giampiero Mancini.

Frequentatore di Federico Moccia (Scusa ma richiamo amore 2007), di Carlo Vanzina (Un  matrimonio da favola 2014) e di altri svariati autori della commedia italiana degli ultimi trent’anni (Grandi Magazzini di Castellano & Pipolo, con Enrico Montesano e Nino Manfredi, è del 1986), l’attore Riccardo Rossi intraprende la strada della regìa con una storiella di costume sulla linea delle discrete riflessioni circa i rapporti generazionali in tema di prime esperienze d’amore. Oltre che nella ragguardevole consistenza dei contributi televisivi, per le reti di Mediaset, della Rai e de La7 (da Non è la Rai 1992 a Carràmba che fortuna 2000 e a Cuochi e fiamme 2011), l’impronta di Montesano perdura nella figura e nella recitazione di Rossi anche nel cinema, nella compostezza del dire e nel realismo vagamente paradossale del gesto, con quel chiedere scusa per la propria simpatica presenza e quel contenersi sul limitare della buona maniera, quasi temendo di risultare inopportuno verso lo spettatore. Medico della mutua e periodicamente disponibile per le cure di un centro anziani, Alberto (Rossi) ha l’aria di aggrapparsi alle sue abitudinarie manie dell’ordine casalingo per fronteggiare in qualche maniera la solitudine che l’invade da quando, da dieci anni, vive separato dalla moglie. Va da sé che la figlia quindicenne, Bianca (Benedetta Gargari), sia fonte di ansie e preoccupazioni. Quando un bel giorno, da padre ultrapremuroso, non resiste a sfogliare il diario della ragazza, Alberto piomba nel panico. Le pagine sono piene della parola “fuck” e non ci vuole molto a capire che la bambina è pronta a sperimentare la propria sessualità. Alberto chiede aiuto all’amica Marina (Fabrizia Sacchi), ginecologa al consultorio, e organizza una cena con lei invitando anche Bianca e sperando di attenuare così le difficoltà ad affrontare certi argomenti tra padre e figlia. Senonché, il caso vorrà che al tavolo del ristorante si aggiungano, a sorpresa, il marito di Marina, Giovanni (Stefano Fresi), Irene (Anna Foglietta), psicologa collega del Centro Anziani non proprio adattissima – secondo Alberto – a un discorso tranquillo sulla sessualità in funzione del problema Bianca, nonché il proprietario del locale, Federico Gualerzi (Giampiero Mancini),  imbarazzante ex compagno di scuola di Alberto. Il discorso a tavola diverrà un susseguirsi di rievocazioni della “prima volta” di ciascuno, col risultato di intralciare sostanzialmente lo scopo della riunione. Ma poi, il ventaglio delle singole “confessioni” risulterà tale da sciogliere il nodo iniziale e ristrutturare, almeno in prospettiva, la consapevolezza di ciascuno e di tutti circa una possibile nuova educazione – compresa Bianca, ovvio. Il film è gradevolmente divertente, delicato e spiritoso nei dialoghi, tagliato su misura per le caratteristiche del protagonista. Dal punto di vista della regia, l’invenzione della struttura dialogica, con la successione dei flash sulle prime esperienze dei presenti, rallenta di molto il ritmo finendo per sbilanciare il target decisamente verso un pubblico meno giovane. Padre e figlia troveranno un affiatamento in chiave così perbenista da sembrare ultraconciliante. La riunione a tavola, tutto sommato, avrà fatto bene più ad Alberto che a sua figlia: un altro dei tanti modi per confermare il potere televisivo appellandosi, questa volta, a una “prima volta” cinematografica.

Franco Pecori

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19 marzo 2015