La complessità del senso
25 01 2026

Cinque secondi

Cinque secondi
Regia Paolo Virzì
Sceneggiatura Paolo Virzì, Francesco Bruni, Carlo Virzì
Fotografia Luca Bigazzi
Attori Valerio Mastandrea, Galatéa Bellugi, Valeria Bruni Tedeschi, Ilaria Spada.

Un incidente può succedere e può causare un lutto che segna la vita di una persona. Cinque secondi. Un attimo. Estendiamo la mente, il momento esistenziale e lo sguardo storico si articoleranno. Nel cinema, si può ben capire la scelta metaforica (arte è metafora) di un autore, Virzì, il quale ha considerato i suoi film (Caterina va in città 2002, Tutta la vita davanti 2008, La pazza gioia 2016 ) come chiavi esemplari del “passaggio dei tempi”. Stavolta, ancora una volta, è chiamato Mastandrea a guidarci sulla traccia di un senso. Nel mezzo del suo cammin, Adriano, avvocato civilista, si toglie, si rifugia in disparte, approfittando di un fatto personale che lo ha messo in crisi. Da protagonista, si riduce in solitudine, si chiude nelle stalle di una villa in Toscana, si fa “martire” solitario, mangia scatolette, rinuncia a ben vestirsi e non vuole vedere gente. Meno che mai, pensiamo, potrà sopportare l’arrivo di un gruppo di “giovani d’oggi”, colti, appassionati di campagna e di rinascita dell’uva. Figurarsi, è un sogno che non può appartenere all’uomo in discesa – e forse in rovina – quale si sente e vuol essere Adriano. Ma la vite vivrà di nuovo, insieme alle persone. Ci metterà una parola la Bruni Tedeschi nel ruolo di Giuliana, donna invitante a nuova bontà. E soprattutto c’è Matilde (brava Galatéa Bellugi), contessina incinta, fragile ed energica. Sarebbe ora, Adriano se ne accorge, che un uomo riprenda contatto con le proprie responsabilità. Sarà un attimo, buono ancora per ripartire. Sarà Storia. Il mondo risorge?

Abbiamo sbagliato, pochi secondi o una storia lunga. Deve pur esservi uno sguardo, una circostanza da individuare. Vi sarà stata consecutio non tempestiva, non mettiamola a progetto, non abbiamone nostalgia. Abbiamo scelto conformismi – massacri, pentimenti, comodità sanguinarie, nobili scalate e precipizi. Non ci si accusi di pessimismo, né ci si chieda complicità.

Franco Pecori

 

30 Ottobre 2025