La complessità del senso
26 05 2018

Game night – Indovina chi muore stasera?

Game night – Indovina chi muore stasera?
Regia John Francis Daley, Jonathan Goldstein, 2018
Sceneggiatura Mark Perez
Fotografia Barry Peterson
Attori Jason Bateman, Rachel McAdams, Billy Magnussen, Sharon Horgan, Lamorne Morris, Kylie Bunbury, Jesse Plemons, Michael C. Hall, Kyle Chandler

Reale o falso? Solito problemino per giocare una sera in casa di amici. Ma i giochi non sono sempre uguali. Quando vedete una villetta con un giardino intorno e poi un’altra villetta col giardino e gli amici che si riuniscono per una serata di giochi, mentre il vicino osserva con poca simpatia, non crediate che l’America sia tutta lì. L’America gioca pesante. Bastano due fratelli, Max (Jason Bateman) e Brooks (Kyle Chandler), la cui posizione “a specchio… deformante” rende la vita dell’uno (Max) un inferno di sottomissioni e dell’altro (Brooks) un esercizio di dominanza obbligatoria, per rendere un po’ più che stravagante la situazione di “metti una sera”.  Sono giochi, si sa, che servono in sostanza per tenere insieme il reticolo fittizio di convenzioni, senza le quali, fuori dagli obblighi precostituiti del guadagno-famiglia-passatempo, l’esistenza di tutta una società perderebbe la sua spinta dinamica. O chissà se proprio è così. Fatto sta che, mentre il vicino – è in uniforme da poliziotto e indossa pure il suo caro cagnolino in braccio – vistosamente mal sopporta esclusioni reiterate dal giro (elemento questo che rischia di portarci fuori ragionamento), il Brooks dominante invita tutti a casa propria e preannuncia una serata insolita, speciale veramente: altro che indovinelli di personaggi e figure, stavolta ci si aspetti una scena “vera”. Criminali e agenti federali insceneranno una “rappresentazione” relativa a un misterioso delitto. Chi sarà il colpevole? Grande attesa e fiato sospeso. E quando lo stesso padrone di casa viene rapito sotto gli occhi di tutti, vien fatto naturale di considerare il particolare come parte del gioco. Ritmo e simpatia, mistero e naturalezza, caos situazionale e paradossali assurdità decompongono la vita “reale” dei partecipanti, ristrutturandola “in presenza”, mentre tutto il mondo sembra mutare. Vi sono indizi, il gioco si complica. Vuoi vedere che la vita stessa è tutto un indizio? Ossessioni, citazioni, pulpfinzioni, un bulgaro, un uovo da trovare assolutamente: c’è una lista dentro. Ma non aveva pensato a un “uovo” (Easter Egg) anche Spielberg per il suo “Ready Player One”? Si può confondere, certo. Che male c’è? La vita non è che un gioco, una sera, a casa di amici. Reale o falso, cosa cambia? Opportunismo e qualunquismo si darebbero la mano se non fosse per la bravura dei commedianti. La commedia, nel cinema americano, non è mai uno scherzo.

Franco Pecori

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1 maggio 2018