La complessità del senso
17 08 2017

The Space Between

The Space Between
Regia Ruth Borgobello, 2016
Sceneggiatura Ruth Borgobello, Mario Mucciarelli
Fotografia Katie Milwright
Attori Flavio Parenti, Maeve Dermody, Lino Guanciale, Fulvio Falzarano, Marco Leonardi, Giancarlo Previati, Ariella Reggio.

Dalla Festa del Cinema di Roma 2016, sezione Kino Panorama, arriva la prima coproduzione italo-australiana. La sceneggiatrice e regista Ruth Borgobello trae ispirazione per il proprio debutto nel lungometraggio dalle Elegie Duinesi di Rainer Maria Rilke. Nei titoli di testa è citata la prima Elegia: “Strano non continuare a desiderare i propri desideri. Non vedere ciò che un tempo era al proprio posto, galleggiare vaghi nello spazio”. Stretto ed evidente il legame con l'”intonazione” umanistica del paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il film si svolge a Udine e dintorni, la cinepresa indugia spesso in pose d’ambiente per sottolineare lo stato d’animo dei due protagonisti. Marco (Flavio Parenti, To Rome with Love, Io sono l’amore) lavora in fabbrica e sta rischiando il posto per problemi di cassa integrazione. La sua passione è l’arte culinaria, ma la carriera di chef sembra ormai essere saltata. Il giovane vive con il padre (Fulvio Falzarano) e ha un rapporto di amicizia fraterna con Claudio (Lino Guanciale), intento ad avviare un negozio di dischi e libri. E’ vita di provincia. Marco sogna l’America e non trova il coraggio di ascoltare i consigli dell’amico e partire. Improvvisamente, una disgrazia interviene a mutare la prospettiva in maniera drammatica. La regia, dopo qualche sequenza iniziale condotta a ritmo lento, adotta un montaggio secco, con tagli “anticipati” che, per contrasto, rendono l'”inutilità” del fluire quotidiano e insieme introducono nuove prospettive. Gli “spazi tra”, che ognuno può saper cogliere nella vita pratica e anche affettiva, emergono man mano in modo più esplicito, specialmente quando fa ingresso nel film la protagonista femminile, Olivia (Maeve Dermody – apprezzata nei festival di Torino 2009 Beautiful Kate e Berlino 2011 Griff The Invisible). La ragazza, bancaria di professione, è venuta in Italia per vendere la casa del nonno e, dopo il primo incontro casuale, saprà ridare energia a Marco, il quale prenderà al volo una nuova occasione offertale dal destino per tornare all’attività di chef. L’andamento è chiaramente favolistico e Ruth Borgobello non fa nulla per nascondere la tendenza poetica che la porta a sottolineare la forza dei sogni nel tessuto reale. Sono temi di grande portata e profondità, proposti dal film con mano “leggera”.

Franco Pecori

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4 maggio 2017