La complessità del senso
16 05 2021

Tensione superficiale

Tensione superficiale
Regia Giovanni Aloi, 2019
Sceneggiatura Giovanni Aloi, Heidrun Schleef, Nicolò Galbiati
Fotografia Diego Romero Suarez-Ilanos
Attori Cristiana Dell’Anna, Francesca Sanapo, Benno Steinegger, Philipp Peter Heidegger, Hannes Perkmann, Katja Lechtaler, Katia Fellin, Celine Stampfer, Leo Seppi.

Storia di confine. Tra Italia e Austria, sul lago di Resia. Dalle acque ghiacciate emerge un campanile d’epoca romanica: l’immagine, simbolica quanto “reale”, concretizza nel finale sintetico una realtà che brucia, recuperata e riflessa in una contraddizione non facilmente placabile. Non occorre cercare scorciatoie, all’immagine che chiude il film si arriva seguendo la via narrativa, nel suo carattere marcatamente ellittico, in uno stile che rimanda alle tecniche del fumetto, disegnato o fotografico, il fumetto allusivo nei suoi “shot” sequenziali. Laureato al Dams di Bologna, Giovanni Aloi è regista al primo lungometraggio. Già frequentatore di Cannes e della Mostra veneziana con i suoi corti, Aloi ha dichiarato di essere rimasto colpito dalla storia vera di una ragazza italiana che varcava ogni giorno il confine per prostituirsi, all’insaputa dei suoi amici e della famiglia. In quella vicenda il regista rintraccia il filo tematico di una riflessione esistenziale, di una donna “nuova”, che vive la sua ribellione necessaria senza rinunciare a mantenere l’imput primario, morale e sociale. La trentenne Michela (Cristiana Dell’Anna, dalla serialità televisiva) varca il confine che è dentro di sé. La giovane non può seguire come vorrebbe il figlio Paolo, poco più che bambino (bravo Leo Seppi), e avverte il disagio di un rapporto troppo teso col compagno (Benno Steinegger), impegnato nella cura del bestiame d’allevamento. Il lavoro di addetta alle pulizie nel piccolo hotel del paese configura le giornate di Michela in modo troppo limitato, con in più il problema di sopportare l’arroganza del datore di lavoro (Philipp Peter Heidegger). L’incontro con Anna (Francesca Sanapo), una escort in attività di là dal confine, cambia il senso di autonomia di Michela e articola in modo nuovo i suoi rapporti con le persone di casa e del paese montano. Il tema esistenziale non sarebbe semplicisticamente riducibile rispetto a una più ampia visione prospettica, di sociale/culturale. Tuttavia, nelle sequenze del film, la prevalenza dei significati sul senso rischia di bloccare la “lettura” a un livello di tipologie elementari. Il regista sembra non aver ancora deciso sulla preferenzialità della scelta estetica. Resta una voglia di seguito, in salita. [Sulle piattaforme Chili, Rakuten Tv, #IORESTOINSALA]

Franco Pecori

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18 febbraio 2021