La complessità del senso
17 10 2017

Il caso Spotlight

film_ilcasospotlightSpotlight
Regia Thomas McCarthy, 2015
Sceneggiatura Josh Singer, Thomas McCarthy
Fotografia Masanobu Takayanagi
Attori Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery, Brian d’Arcy James, Stanley Tucci, Jamey Sheridan, Billy Crudup, Len Cariou, Paul Guilfoyle, Lana Antonov, Neal Huff, Michael Cyril Creighton, Patty Ross, Stefanie Drummond, Elena Wohl, Jami Tennille, Laurie Heinemann, Doug Murray, Laurie Murdoch, Darin Baker, Duane Murray, Robert Clarke, Jimmy LeBlanc, Maureen Keiller, David Fraser, Brian Chamberlain, Gene Amoroso, Richard O’Rourke, Gary Galone.
Premi Oscar 2016: film, sc. orig.

Lezione di giornalismo d’inchiesta. Ne fanno parte con merito i realizzatori e gli attori del film. In testa, va anche detto che lo scandaloso comportamento di decine e decine di preti a Boston – e moti altri non solo in America e non solo nella prima parte del secolo scorso – non ha forse suscitato il clamore che si può, o si potrà, attribuire alla buona riuscita, anche artistica, del film di Thomas McCarthy, regista d’impegno, al terzo lungometraggio dopo L’ospite inatteso (2007) e Mosse vincenti (2011) oltre che attore in film coraggiosi come Good Night, and Good Luck (George Clooney 2005), Flags of Our Fathers (Clint Eastwood 2006), Tutti gli uomini del re (Steven Zaillian 2006), Duplicity (Tony Gilroy 2009). Caso raro nella stampa del nostro tempo, il cambio di direzione al quotidiano Boston Globe nel 2001 apre le porte a una svolta, prima di tutto, professionale. Marty Baron (Liev Schreiber) non ci pensa due volte a incaricare i colleghi dello Spotlight, il team interno per le inchieste, di indagare su un sacerdote locale accusato di abusi sessuali verso i giovani. Presa la decisione, è da subito evidente che il compito non sarà facile, è intuibile la resistenza  che bisognerà superare da parte dell’istituzione ecclesiastica e anche dei cittadini della cattolica Boston. I giornalisti dello Spotlight si mettono in moto: Walter “Robby” Robinson (Michael Keaton) è il redattore capo, Sacha Pfeiffer (Rachel McAdams) e Michael Rezendes (Mark Ruffalo) sono i reporter a caccia di notizie e testimonianze, Matt Carroll (Brian d’Arcy James) svolgerà le ricerche su documenti non certo facili da rintracciare. Si entra nel vivo e gli autori hanno il merito di non forzare nel senso di una suspense del tutto prevedibile se puntata sull’esito dell’inchiesta, oggi storico. Scelgono invece la via hitchcockiana, di invitarci a seguire i protagonisti nel lavoro che li porterà alla meta. E così potremo vedere, insieme a loro, le difficoltà nel lavoro, le sfumature nelle reazioni dei sopravvissuti agli abusi subiti, con la relativa crescita in itinere del loro numero, fino a cifre che fanno pensare a un costume diffuso (la storia vera dice 249 sacerdoti accusati a Boston e 6427 negli Stati Uniti); e poi le tecniche “precauzionali”, difensive, di personaggi denunciabili per responsabilità a diverso livello, fino ad avere un quadro complessivo di una società condizionata, anche implicitamente, dalla dominanza religiosa. Un ruolo specialmente interessante è affidato a Stanley Tucci (bravo come sempre) per la parte dell’avvocato difensore delle vittime, Mitchell Garabedian. Nel 2002 Il Globe pubblicò l’inchiesta, ma questo lo si sapeva. La chicca finale è data dalla “notizia”, nei titoli di coda, del Cardinale Law di Boston, spedito a Roma in qualità di Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore, Papa Giovanni Paolo II, Karol Wojty?a, regnante.

[Designato  Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI]

Franco Pecori

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18 febbraio 2016