La complessità del senso
22 06 2017

A Royal Weekend

A Royal Weekend
Regia Roger Michell, 2012
Sceneggiatura Richard Nelson
Fotografia Lol Crawley
Attori Bill Murray, Laura Linney, Samuel West, Olivia Colman, Elizabeth Marvel, Olivia Williams, Elizabeth Wilson, Martin McDougall, Andrew Havill, Eleanor Bron, Nancy Baldwin.

«Vendendo i biglietti per questa cena avremmo fatto soldi a palate», sussurra Roosevelt alla moglie Eleanor. La cena è ad Hyde Park sull’Hudson, è il giugno del 1939, il Presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt, ospita nella propria residenza il Re e la Regina d’Inghilterra. I due regnanti non sono mai stati negli Usa e l’incontro è storico, la Gran Bretagna vuole chiedere a Roosevelt l’appoggio americano in vista della guerra contro la Germania nazista. Franklin (Bill Murray) non è così frivolo come può sembrare da quella frase sui soldi, ma la battuta segna comunque una differenza vistosa non solo tra due personaggi bensì diremmo tra due mondi. Giorgio VI (Samuel West), il “Bertie” balbuziente già interpretato da Colin Firth nel film di Tom Hooper (Il discorso del Re, 2011), porta oltreoceano con Elizabeth (Olivia Colman) il peso di una storia imperiale che ora dovrà confrontarsi con la terribile arroganza hitleriana, ma è anche a suo modo una persona semplice e resta colpito dall’affabile “sincerità” con cui si sente trattato dal capo della potenza statunitense. E Franklin, pur sofferente per la polio che lo ha reso invalido nelle gambe, non trascura l’attrazione per l’altro sesso – in particolare per Daisy (Laura Linney), la cugina di quinto grado, “vicina di casa”, che sa dargli l’intimo affetto pur restando dietro le quinte – né si nega momenti quasi giovanili di libertà “spensierata”, ma sa far valere con il Re d’Inghilterra l’autorevolezza dell’uomo di maggiore esperienza, trasmettendo fiducia e quasi allegria al “timido” discendente dei Windsor. Basterebbe la scena del colloquio dei due nello studio di Roosevelt per segnare il valore anche artistico del film del sudafricano Roger Michell (Notting Hill 1999, The Mother 2003, L’amore fatale 2004, Il buongiorno del mattino 2010), attento a misurare con delicatezza l’intreccio dei rapporti tra vita “ufficiale” e consistenza umana dei personaggi. Due famiglie si confrontano nella forma “ospitale” di un weekend memorabile. Attraverso le figure, tracciate con delicata precisione, non soltanto del Presidente americano e di sua moglie (Olivia Williams) ma della madre Sara (Elizabeth Wilson) e della segretaria Missy (Elizabeth Marvel), il personaggio di Roosevelt rivela la sua qualità umana e, insieme, disvela certi tratti del Paese che rappresenta. Nel picnic che fa seguito alla cena, Bertie impara a gustare un magnifico hot-dog “Frankfurter” mentre poco più in là un gruppo di indiani d’America omaggia i presenti con canti e balli rituali. Pubblico e privato si fondono in un momento epico che Michell ha saputo trattare (la sceneggiatura è di Richard Nelson) con opportuna “leggerezza”, significativa e divertente, giocando con lo stile un discorso non poco sostanzioso. Il tutto è raccontato dal personaggio “dietro le quinte”, proprio quella Daisy Suckley la cui presenza discreta dà garanzia sentimentale alla Storia.

Franco Pecori

Print Friendly

10 gennaio 2013