La complessità del senso
01 12 2021

Antigone

Antigone
Regia Sophie Deraspe, 2019
Sceneggiatura Sophie Deraspe (adattamento dalla tragedia di Sofocle)
Fotografia Sophie Deraspe
Attori Nahéma Ricci, Nour Belkhiria, Hakim Brahimi, Rawad El-Zein, Rachida Oussaada, Antoine DesRochers.

Antigone. Sofocle, mancano 442 anni alla nascita di Cristo. Mettiamo che Sofocle di Colono avesse avuto dei giovani nipoti e mettiamo che oggi quei ragazzi si ricordassero di lui, famoso scrittore di tragedie. Non lo legge più nessuno, ma leggibile. Il trapasso generazionale, a distanza di due millenni e mezzo, prenderebbe forme strane, tanto da sostanziarsi in un linguaggio-altro: non solo cinematografico, fuori dal teatro, ma ormai video-cellularesco (ben oltre la stravecchia e ripetitiva, insopportabile televisione seriale). Sono ragazzi d’oggi, non vogliono saperne del Partenone. Ballano, scherzano, sbeffeggiano, fanno boccacce, reppano, gridano le loro ragioni esibendo in figurazioni anche “scostumate” (in diverso costume) l’appoggio a una di loro, incompresa dal regime. Tic-Toc alla bisogna, per intenderci. Per la trama della tragedia antica, “tratta da una storia vera” (lo testimoniava la presenza del coro con i suoi stasimi, o canti fermi sul posto stesso della rappresentazione, cioè ideali trasfigurazioni della realtà vissuta), basterà Wikipedia – la maggior parte della popolazione liceale oggi ha scelto lo scientifico. Quel che conta, oggi, è il sacrificio di una ragazza di 17 anni, intelligente e piena di energia, contro l’ingiustizia della società dominante (una volta fu il re Creonte) che pretende di dettare le leggi del comportamento e della convivenza, senza lasciare spazio al cuore. Tanto più se siamo in Canada e se guardiamo alle sfortune di una famiglia di immigrati. Antigone non rifiuta la legge del paese che la ospita, vuole anzi che sia applicata secondo la giusta umanità. Ma suo fratello è finito in carcere per essersela presa col poliziotto che ha sparato contro l’altro fratello uccidendolo. E lei si trova a dover scegliere tra sentimento della famiglia e vivere sociale. La regista canadese Deraspe (Un soffio di vita 2009, Premio Speciale della Giuria a Torino 2010, Les Loups, Premio Fripresci a Torino 2015) drammatizza con stile attuale. Scene di vita ravvicinata e montaggio non-docufiction. Si rimane a terra, senza fare “documentario”. La scena dell’incubo di Antigone con la psichiatra Teresa è una trappola che si poteva evitare. La scelta di Nahéma Ricci per il ruolo di Antigone si rivela essenziale. [Festa del Cinema di Roma 2021, Selezione Ufficiale]

Franco Pecori

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4 novembre 2021