La complessità del senso
17 07 2018

Coco

Coco
Regia Lee Unkrich, Adrian Molina
Sceneggiatura Lee Unkrich, Adrian Molina
Voci italiane Luca Tesei (Miguel), Michele Bravi, Matilda De Angelis, Valentina Lodovini, Mara Maionchi.
Premi Oscar 2018: film anim. canzone Remember Me

I morti e la famiglia, la musica. Contenuti tematici non troppo leggeri, si direbbe, anche per un’animazione Pixar, distribuita da Disney. Certo una visita in Messico, con il Muro di Tijuana che i messicani chiamano Muro della vergogna – la barriera di sicurezza costruita dagli Stati Uniti lungo la frontiera col Messico contro l’immigrazione illegale negli Stai Uniti -, un certo effetto lo fa. Il film di Lee Unkrich e Adrian Molina è un vero e proprio viaggio nella cultura messicana, nello speciale Dìa de Muertos. Celebrazioni e spettacoli fanno del rispetto per i trapassati occasione di memoria e contatto con un mondo che continua dopo la vita e che mantiene il filo delle tradizioni, soprattutto familiari. Difficile trovare la giusta chiave attrattiva per un pubblico giovanissimo, soltanto da poco qui da noi appena assuefatto, con molti travisamenti, all’idea di Halloween. Tuttavia la raffinatissima tecnica Pixar può fare il miracolo di trasformare la visita funerea in un’avventura spettacolare che vede a protagonista il dodicenne Miguel, vivente fra i defunti. Il bambino “un poco loco”, riesce ad attraversare il ponte che lo trasferisce in una coloratissima metropoli abitata da scheletri luccicanti, speranzosi nella perpetuazione del loro ricordo da parte dei vivi. Ricordi e tradizioni, da mantenere e da rispettare. Miguel vive l’avventura perché insegue il sogno di suonare la chitarra e suonarla bene come fece il mitico Ernesto de la Cruz, suo trisnonno, del quale in famiglia si preferisce non parlare molto, visto che al suo tempo preferì abbandonare la moglie e il mestiere di fabbricante di scarpe per dedicarsi alla musica. Ora la chitarra di Ernesto è appesa nella cripta a lui dedicata ed è oggetto di assoluta attrazione per il piccolo Miguel. Nel tantativo di prenderla “in prestito”, il bambino trasgredisce il divieto di fare musica impostogli dalla famiglia e grazie al suo coraggio e amore per le note riuscirà a stabilire il contatto con l’antenato, a proposito del quale – vedremo – la nonna Coco conserva il decisivo segreto. Ma quel che conta soprattuto è, nella parte centrale del film, la meraviglia di un mondo colorato e per nulla rattristante, i morti vivono la loro vita molto simile alla nostra, speranzosi di poter durare in quel loro prolungamento dell’esistenza per il tempo in cui perdurerà il ricordo di loro tra i vivi. Un senso generale di festosa sopravvivenza pervade l’animazione magistrale, ancora una volta degna di emergere in primo piano e coinvolgere lo spettatore, giovanissimo e adulto,  in una progressione di simpatia estetica. I personaggi vivono tutti insieme la magia di un racconto che trae senso dal complessivo tessuto ambientale, tanto che riusciamo a sentirci “a casa nostra” in un paesaggio che rispetta nello specifico alcuni tratti essenziali della cultura di quel paese lontano. Nel contesto, la musica è essenziale. Bellissima la canzone “Recuérdame/Remember Me” (Kristen Anderson Lopez, Robert Lopez), struggente invito al rispetto della famiglia come struttura fondante. Non trascurabile il merito della coppia di registi di non aver universalizzato il messaggio in modo astratto. Pur nell’insistenza marcata e ricorrente di richiami complementari, come “Niente è più importante della famiglia” e come l’invito a “fare tutto ciò che è necessario per cogliere l’attimo”, Lee Unkrich e Adrian Molina non escono dal contesto della società in cui hanno guidato lo spettatore, per una fantastica ed emozionante ricognizione culturale.

Franco Pecori

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28 dicembre 2017