La complessità del senso
23 09 2018

Molly’s Game

Molly’s Game
Regia Aaron Sorkin, 2016
Sceneggiatura Aaron Sorkin
Fotografia Charlotte Bruus Christensen
Attori Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Michael Cera, Jeremy Strong, Chris O’Dowd, Bill Camp, Brian d’Arcy James, J.C. MacKenzie, Graham Greene, Justin Lirk.

Cresciuta per essere una campionessa, Molly Bloom – stesso nome della Molly dell’Ulisse di Joyce – pensa che la peggiore cosa che possa capitare nello sport è arrivare quarti alle Olimpiadi. Per lei, vale più la frazione di secondo che separa Jesse Owens dagli altri sul nastro dei 100 metri nel 1936 a Berlino che tutta la stima di papà Larry per Freud. Larry Bloom (Kevin Costner) è un affermato psicologo, il quale ad ogni compleanno di Molly, prepara una lista di domande. La figlia risponde in maniera netta, come per esempio: il matrimonio? una trappola, la società? una presa in giro, la gente? ci sono buoni e cattivi, ma non mi fido. Quando una brutta caduta impedisce a Molly di continuare a sperare di far parte della squadra americana di sci, la vita della ragazza prende un’altra direzione. Aaron Sorkin, sceneggiatore di successo (Codice d’onore 1992, The Social Network 2010) al primo film da regista (West Wing – Tutti gli uomini del Presidente, del 1999 era una serie tv), racconta la storia seguendo la traccia della memoria autobiografica di Molly. L’ex promessa dello sport divenne la più grande organizzatrice di partite di poker clandestine al mondo. Siamo nel 2004, prima di intraprendere gli studi universitari, Molly (Jessica Chastain) – la sua voce fuori campo narra la vicenda – decide di prendersi un anno sabbatico a Los Angeles, via dal Colorado, lontano dai contrasti col padre e in completa autonomia. Comincia col fare la babysitter e poi la cameriera in un night a Hollywood, quindi diviene la “segretaria” di uno dei maggiori clienti del locale, Dean Keith (Jeremy Strong). Socio della Blackhues Investments, Dean coinvolge Molly nella conduzione della bisca, frequentata da star del cinema, registi, rapper, pugili, magnati dell’economia. Il gioco d’azzardo frutta alla ragazza 3000 dollari di mance alla fine di ogni serata. Molly è sveglissima, impara linguaggio e comportamenti e si avvia a poter mettersi in proprio. Ma una mattina presto di 12 anni dopo, a West Hollywood, viene svegliata dagli agenti dell’Fbi. E’ un mandato di arresto. D’ora in poi seguiremo la vicenda attraverso una serie di flash. L’avvocato Charlie Jaffrey (Idris Elba) accetta con riluttanza di difendere Molly, ma poi parlando con lei e leggendo il suo libro cambia idea. I colloqui tra i due ci danno modo di entrare nel merito. La donna è stata molto attiva, agganciata al cosiddetto Giocatore X (Michael Cera) ha progredito vertiginosamente negli affari, sempre evitando però di prendere percentuali. Si allarga il giro dei giocatori, arrivano personaggi che hanno a che fare con frodi assicurative, informatiche, postali, scommesse illegali. Milioni di dollari transitano sui tavoli d’azzardo. Ed è fatale che arrivi anche la mafia russa. Charlie suggerisce di proporre al tribunale il criterio della riduzione di pena per il “ruolo minore” dell’imputata, ma Molly rifiuta di passare per essere stata la “cameriera” delle bische di lusso. Dice: “Sapete cosa mi fa stare bene nel perdere? il fatto di vincere!”. A New York il gioco si fa più duro, vengono coinvolge le “conigliette” di Playboy, si entra nel mondo degli yankee. La proposta della riduzione di pena non viene accettata, avanza invece l’ipotesi di una “collaborazione” con la Giustizia. Si apre il gioco delle “liste” di nomi da fare, ma ancora una volta Molly dice di no, si preoccupa delle conseguenze che certe rivelazioni potranno avere in tante persone e tante famiglie. Il finale non lo racontiamo, ovviamente. Tuttavia la prospettiva morale si va via via chiarendo e si rafforza l’idea di una società piena di “azzardi” e di dollari fluttuanti, di porte aperte ai pericoli di un “gioco” (il poker può divenire il simbolo più vistoso in un quadro difficilmente definibile nei dettagli) che esplicitamente coinvolge vicinanze pericolose. “Questo Tribunale è a un tiro di sputo da Wall Street”, osserva il giudice prima di emettere la sentenza su Molly Bloom. Perfino ovvio sottolineare la bella interpretazione della Chastain, candidata ai Golgen Globes 2018. Altro meritato riconoscimento è andato, negli Oscar dello stesso anno, alla sceneggiatura di Aaron Sorkin. In sostanza, nessun picco di creatività cinematografica, ma un’operazione chiara e coraggiosa su una materia non proprio pacifica.

Franco Pecori

Print Friendly

19 aprile 2018