La complessità del senso
22 11 2017

In Dubious Battle – Il coraggio degli ultimi

In Dubious Battle
Regia James Franco, 2015
Sceneggiatura Matt Rager
Fotografia Bruce Thierry Cheung
Attori James Franco, Nat Wolff, Vincent D’Onofrio, Selena Gomez, Ed Harris, Sam Shepard, Josh Hutcherson, Ashley Greene, John Savage, Zach Braff, Analeigh Tipton, Ahna O’Reilly, Austin Stowell, Keegan Allen,Robert Duvall, Bryan Cranston, Jack Kehler.

Lo sguardo rivolto alla grande stagione letteraria americana, di cui John Steinbeck (I pascoli del cielo 1932, Furore 1939, La valle dell’Eden 1952) è stato uno dei maggiori rappresentanti (Nobel nel 1962), comporta la riconsiderazione anche dei temi che certi capolavori della letteratura portarono all’attenzione del vasto pubblico, grazie anche al contributo del cinema, con autori come Lewis Milestone, John Ford, Elia Kazan. L’argomento del romanzo “In Dubious Battle”, scritto da Steinbeck nel 1936 e tradotto da Eugenio Montale per Bompiani nel 1940 con il titolo “La battaglia”, immerge il lettore nei problemi che il popolo americano si trovò ad affrontare durante gli anni della Grande Depressione. In quel contesto di lotta per il lavoro al limite della sopravvivenza, si svilupparono nelle campagne forti tensioni per le misere condizioni in cui i proprietari terrieri tenevano i braccianti delle raccolte agricole. Sottoposti al ricatto di salari giornalieri al limite della fame, i lavoratori ricorsero a forme di protesta fino allo sciopero, incoraggiati e organizzati dagli attivisti del Partito Comunista degli Stati Uniti d’America (fondato nel 1919 da Charles Ruthenberg e Louis Fraina). Ne nacquero scontri anche violenti e con vittime. James Franco mantiene la traccia del racconto di Steinbeck. Siamo nella contea di Tulare (California, 1933), durante la raccolta delle mele. Con un dollaro al giorno non si vive, ma per i braccianti è prendere o morire. Mac McLeod (James Franco, protagonista e regista) è un attivista del partito e s’infiltra tra i lavoratori, aggregando a sé Jim Nolan (Vincent D’Onofrio), un ragazzo che ha visto il proprio padre combattere e dare la vita per la causa dei lavoratori. Per iniziativa dei due infiltrati nasce la ribellione e si sviluppa lo sciopero. E il contrasto con il padrone, Mr Anderson (Sam Shepard), prende ad articolarsi in situazione di gruppo con le conseguenti varianze, di esigenze individuali e collettive, di tensione tra fine e mezzi, di contest tra concezioni tradizionali e nuove aspirazioni di vita. Tipica la posizione della giovane neo-mamma Lisa (Selena Gomez), la quale, nel mezzo della baraonda dello sciopero, coltiva per sé l’idea di un futuro fermamente tradizionale, una piccola fattoria con una mucca e una capra per una vita tranquilla e appartata. La regia di Franco (Good Time Max 2007, Child of God 2013) esibisce una scelta di tranquillo rispetto per la fonte, non tanto nei dettagli narrativi quanto nell’umore complessivo situazionale, come un voler “abitare” nel racconto di Steinbeck, quasi da affittuario felice. Qualche concessione all’ovvietà nelle complicazioni affettive a fronte delle esigenze dell’azione politica porta il racconto a una distensione del ritmo che a tratti si fa eccessiva. E si avverte anche la prevedibile difficoltà a trasferire sullo schermo la scelta dello scrittore, di un linguaggio di “rispecchiamento” nei modi di esprimersi dei lavoratori, semplificazione di cui il cinema, sentirebbe un bisogno minore. Nel complesso, un “pacato manierismo” risolve in tranquillità quella che all’origine volle essere proposta di dura battaglia. 

Franco Pecori

 

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7 settembre 2017