La complessità del senso
03 03 2024

The Whale

The Whale
Regia Darren Aronofsky, 2022
Sceneggiatura Samuel D. Hunter
Fotografia Matthew Libatique
Attori Brendan Fraser, Sadie Sink, Ty Simpkins, Hong Chau, Samantha Morton, Sathya Sridharan, Wilhelm Schalaudek.

Teatro al cinema, vecchia storia. Le due forme espressive si confrontano e si aggrediscono, come sempre, sul falsopiano di una stratificazione teoretica di malintesi estetici nell’approccio al linguaggio. Cinema movimento e “miracolo” tecnologico, teatro presenza scenica, ritmo convenzionale e fissità del punto di vista dello spettatore (platea-sipario). Aronofsky, partendo dall’omonima opera teatrale di Samuel D. Hunter (anche sceneggiatore del film) sceglie ancora la sfida (dopo Il cigno nero 2010) di rappresentare una sublimazione morale attraverso lo spettacolo evolutivo del corpo. Charlie, il protagonista, ha scelto l’obesità mostruosa (260 chili) per una sorta di “verifica” dell’errore morale che crede di aver compiuto, preda di un amore omosessuale, abbandonando sua figlia Ellie (Sadie Sink) di otto anni e la moglie Mary (Samantha Morton) per vivere con Alan, amante religioso poi suicidatosi per il senso di colpa. Ora Charlie rifiuta l’ospedale, assistito in casa da Liz (Letizia Scifoni), amica infermiera i cui legami con tutta la storia scopriremo più avanti. L’obesità di Charlie (lavoro da Oscar per i truccatori Adrien Morot, Judy Chin e Anne Marie Bradley) segna simbolicamente (scelta “elementare”?) la crisi interiore (umana) del personaggio. La metafora è anche appesantita dal simbolismo diretto riferito alla figura letteraria proposta da Melville (uccidere Moby Dick per non pensare alla tristezza di una vita solitaria in mare). La “mostruosità” di Charlie si fa più credibile, più articolata e “viva”, proprio sul limite dello schianto corporale, quando entra in scena Ellie. La mostruosità si fa dialettica, la ragazza vivacizza il simbolismo, dà corposità al film al di là della sofferta volumetria del padre, prossimo allo schianto per quanto sensibile al dolore morale. Sarà Ellie, con la sua richiesta di aiuto per un tema da scrivere per la scuola, a resuscitare un rapporto col padre. Professore universitario, Charlie si limita, data la sua condizione fisica, a fare lezione online, evitando di mostrarsi agli studenti. Ma è un pensiero scritto da Ellie e mantenutosi segreto a segnare ora la svolta di una vicenda multistrato quanto trasparente ed “elementare” sul versante simbolico. Non abbiamo accennato al personaggio di Thomas, giovane missionario evangelista, non essenziale. Piuttosto che al “Perdono” e alla biblica “Fine del Mondo”, meglio prestare attenzione al tema del dialogo tra generazioni e della onestà verso se stessi. Charlie si svela agli studenti in collegamento web e chiede loro di scrivere qualcosa di onesto. Ora può seguire il proprio destino. Semplice. Da Oscar la prova attoriale.

Franco Pecori

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23 Febbraio 2023