La complessità del senso
19 05 2019

Modalità Aereo

Modalità Aereo
Regia Fausto Brizzi, 2019
Sceneggiatura Fausto Brizzi, Paolo Ruffini, Herbert Simone Paragnani
Fotografia Marcello Montarsi
Attori Lillo (Pasquale Petrolo), Paolo Ruffini, Violante Placido, Dino Abbrescia, Caterina Guzzanti, Luca Vecchi, Christian Monaldi, Veronica Logan, Juan Gomez Ocampo, Matthijs Ten Kate, Frank van der Wulp, Fabrizio Nardi, Nico di Renzo.

Viaggiando in aereo, nel telefono cellulare si attiva la Modalità Aereo, una pausa tecnologica grazie alla quale non si disturbano gli altri. Si resta però isolati, in un certo senso il possessore del cell è nelle medesime condizioni di chi il cell non lo ha. Parità, uguaglianza? dipende dalle situazioni. Metti un ricco imprenditore, Diego Giardini (Paolo Ruffini), superbo, arrogante: incrocia nei bagni dell’aeroporto di Fiumicino due inservienti delle pulizie. Antipatico qual’è, Diego s’infastidisce per la presenza dei sempliciotti e con una telefonata li fa licenziare, quindi esce nervosamente. Ma dimentica sul lavabo il suo cellulare. Se ne accorgerà durante il volo per Sydney. Altro che Modalità Aereo! I due lavoratori, Ivano (Lillo) e Sabino (Dino Abbrescia), si divertiranno a fare tante telefonate “importanti” e a spendere e spandere senza risparmio. Specialmente Ivano, ha modo di compensare un suo disagio, di cui soffre insieme alla moglie Maria (Sabina Guzzanti), di avere gli spermatozoi in Modalità Aereo (vana attesa di prole). Sull’altro piatto della bilancia pesa la disperazione (per lo spettatore – diciamolo – è soddisfazione) di Diego, produttore di vino importante (da preferirsi, secondo lui, allo champagne francese), personaggio conosciuto, fine all’apparenza, non è il più simpatico di sempre. Pressa talmente la bella assistente di volo (Linda/Violante Placido) da costringerla ad esasperazioni difensive – e però si vede che insomma le cose potranno anche andare per il meglio. D’altra parte, Diego vive in una lussuosa suite d’albergo (“ah ah, voi che ancora vivete nelle case!”), ma in realtà è solo, una folla di vip gli occupa il telefono e non vede mai il figlio adolescente, collegiale in Svizzera. Per un buon tratto il film procede sul filo di una battuta e una scena, una battuta e una scena: cose buone anche per una visione Tv distratta mentre si sbocconcella qualcosa in cucina, sequenze “dimostrative” con gli attori che inseguono il copione speranzosi di non offendere. Poi la faccenda si complica e diviene anche pesante, giacché emerge in tutta la sua potenza persuasiva la morale del film. Anche nei casini più neri – e la perdita del cellulare può essere un bel casino nero – non sia mai che perdiate la fiducia negli altri, non crediate neanche per un attimo che la situazione sia irrimediabile. Non è detto che da un male non possa scaturire un bene. Nel traffico di incroci e deragliamenti, di tradimenti e licenziamenti, di svendite aziendali e soprusi, di prese in giro dei cinesi alla conquista dei mercati, di spargimenti di  “sangue mediatico” – come messaggistica in rete con insulti al Papa dandogli del comunista -, i danni più disumani verranno compensati, alla fine, dal recupero dei Valori. Il ragazzino capirà come dev’essere un padre, un padre capirà come dev’essere. E anche il vino sarà quello buono, rosso, fatto in prossimità, da bere in famiglia, tra amici veri. Altro che suite di lusso. Altro che Modalità Aereo. Una serenata alla moglie, ecco quel che ci vuole. Ricordate Notte prima degli esami? L’esordio di  Fausto Brizzi, era il 2005. Non è mica successo niente.

Franco Pecori

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21 febbraio 2019