La complessità del senso
27 06 2017

Animali fantastici e dove trovarli

film_animalifantasticiFantastic Beasts and Where to Find Them
Regia David Yates, 2016
Sceneggiatura J. K. Rowling
Fotografia Philippe Rousselot
Attori Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Ezra Miller, Samantha Morton, Jon Voight, Ron Perlman, Carmen Ejogo, Jenn Murray, Colin Farrell, Johnny Depp, Peter Breitmayer, Faith Wood-Blagrove, Fanny Carbonnel, Ronan Raftery, Kevin Guthrie, Josh Cowdery, Christian Dixon.

Fantasia sì, ma fino a un certo punto: 180 milioni di dollari per la produzione e il bombardamento tipo B-52, 800 copie che da un giorno all’altro entrano in azione. La bomba aggressiva, cioè fantastica, è magizoologica, è un derivato – Spin-off, in economia parola terrificante, ma qui siamo nel fantasy – della saga Harry Potter. Potter non basta mai. In principio, da noi il 6 dicembre 2001, fu Sorcerer’s Stone, la Pietra filosofale, ora si fa un passo indietro – o di lato, fate voi – purché si possa non divenire definitivamente adulti. Gli umani sono babbei (Babbani), i maghi sì che sanno vivere. Ma come avevamo potuto trascurare uno dei testi fondamentali, obbligatorio nella scuola di Hogwarts, frequentata da Harry? Meno male che c’è la telecamera sul retro e così possiamo fare marcia indietro. Alla Donna-Bestseller non poteva sfuggire, grazie J.K. Rowling per rivelarci oggi dove possiamo trovare gli Animali Fantastici: nella valigia del magizoologo inglese Newt Scamander (Eddie Redmayne, Les Misérables 2012, La Teoria del Tutto 2014, The Danish Girl 2015). Newt ha girato il mondo, si è spinto lontano lontano per trovare creature magiche da salvare e ora dobbiamo essere con lui a Ellis Island, New York. È il 1926, su Wikipedia ci si può informare sulle caratteristiche storiche dell’isolotto alla foce del fiume Hudson. Bisognerà stare molto attenti. Non è facile la vita nella Grande Mela, dove non manca comunque una certa Magia controllata. Lo vediamo, quando alcuni degli strani animali fuoriescono dalla valigia e sono subito visti non certo di buon occhio dalla Sicurezza del Mondo Magico, il Macusa (Magico Congresso degli Stati Uniti d’America), dove la dimensione è triplice (3D). Ma è così pericolosa la presenza di Newt? Qualcosa c’è sotto. Tanto per cominciare, fenomeni oscuri spargono distruzioni in città. Scene da sisma, effetti speciali che sembrano stranamente impressionare Colin Farrell nella parte di Percival Graves, Direttore della Sicurezza. Pochi fotogrammi ed entra in scena Jacob Kowalski (Dan Fogler), figura simpatica di aspirante pasticcere. Jacob è un babbano, con Newt vanno a formare una coppia molto curiosa. Nientemeno, l’inglesino ha una bacchetta magica e sembra impegnato a cercare qualcosa negli angoli più riposti – gli Animali Fantastici fuoriusciti dalla valigia stanno spargendosi qua e là. Non tutti, ma già uno, un paperottolo intelligente che non appena vede qualcosa luccicare, fosse pure una moneta, tende ad appropriarsene. Guarda un po’, una graziosa ex Autor del Macusa, Tina Goldstein (Katherine Waterston), se n’è accorta e Newt ne fa la conoscenza. A lei si aggiungerà presto la sorella Queenie (Alison Sudol) – un pizzico di sexy svampito non guasta. A New York l’allevamento di creature magiche non è consentito e il recupero dei reperti invaligiati è urgentissimo. Per esempio Scamander vuole riportare al più presto “a casa”, cioè nelle terre selvagge dell’Arizona, l’enorme rapace prelevato in Egitto. Incombe il pericolo dei Salemiani, gruppo di faziosi miranti a eliminare ogni magia. E non si sa che fine abbia fatto Gellert Grindelwald (Johnny Depp), il più oscuro dei maghi. Forse bisognerà attendere addirittura l’ultimo dei cinque film previsti dalla serie apertasi con questo primo Animali Fantastici. Ora sarà bene lasciare lo spettatore reimmergersi – se ha già visto il film – nella fantasmagoria dell’impossibile realtà apparente. Se non ha ancora visto il film, faccia attenzione a non confonderlo con un’altra realtà virtuale, quella dei Pokémon. Si aggrappi alle preziose indicazioni del maestro Scorsese (Hugo Cabret 2012). Risulterà meno difficile e addirittura quasi confortante vivere insieme a fenomeni inusuali, effetti molto speciali tutti dattorno. Di certo la comunità che siamo “invitati” a visitare risulta alquanto instabile e per tutto il film si ha la sensazione che il nostro equilibrio psicofisico viaggi sul filo di una fantasia priva di ancoraggio, cedevole ai soffi d’un qualche vento malevolo. Certe immaginazioni trovano il loro decennio per circolare nell’aria.

Franco Pecori

 

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17 novembre 2016