Hamnet – Nel nome del figlio
Hamnet
Regia Chloé Zhao 2025
Sceneggiatura Chloé Zhao, Maggie O’Farrell
Fotografia Lukasz Zal
Attori Jessie Buckley, Paul Mescal, Joe Alwyn, Emily Watson, Jacobi Jupe, Jack Shalloo, David Wilmot.
Premi Toronto 2025: People’s Choice Award.
Nel 2021, in furgone via da Amazon (Nomadland, Leone d’oro); ora (Hamnet, Toronto e Roma 2025), a Stratford-upon-Avon, in un bosco non lontano da Londra, dove Shakespeare sta lavorando al suo teatro. Fine del XVI secolo. Nel fitto verde e rosso, Will (Mescal) incontra Agnes (Buckley). La ragazza è strana, dorme accovacciata ai piedi di un grande albero, le fa compagnia un falco fedele. Amore “immediato”. Lo scrittore sposa, con qualche contrasto parentale, la giovane “selvaggia” (il manicotto su cui si posa il falco apparteneva alla madre e forse era già stato eredità lontana). Distanza Natura-Cultura, misura e fusione tematica. L’ispirazione viene alla regista cinese “anglo-americana” (studi a Brighton e alla New York University) dall’omonimo romanzo della scrittrice nordirlandese Maggie O’Farrell. Lo schermo ha il colore cupo di un sondaggio sulle dolorose ragioni dell’ispirazione shakespeariana, verso la tragedia. Unione, passione, grande magnetismo, zero insistenze, tre figli. La peste. Hamnet, il più piccolo, già entrato in profonda sintonia col padre, lascia il mondo. Will gli ridarà vita con la scrittura e con la Domanda, “Essere o non essere”. Il film è emozionante senza insistenze, grande interpretazione di Jessie Buckley, regìa ferma in una complessiva immagine-documento, che non perde consapevolezza storica e non disperde significanza emotiva. Il dolore “urla” senza rumore, lascia la via ai riflessi di istanze anche teoretiche, risonanze interne dell’eterna Questione. Spunta forse una lacrima, senza però che il pensiero si lasci.
Franco Pecori
. Sebbene condividano una radice nominale quasi identica (nell’Inghilterra elisabettiana i nomi “Hamnet” e “Hamlet” erano intercambiabili), le due opere operano su piani narrativi e tematici molto diversi, pur essendo indissolubilmente legate da un rapporto di causa-effetto.
- “Hamnet” (Il Film): È un dramma storico-biografico che esplora la vita domestica di William Shakespeare e di sua moglie Agnes (Anne Hathaway) a Stratford. La trama si concentra sul matrimonio della coppia, sulla loro quotidianità e sul trauma devastante della morte del figlio undicenne, Hamnet, a causa della peste.
- “Amleto” (La Tragedia): È un’opera di finzione ambientata nella corte di Danimarca. Racconta la vendetta del principe Amleto contro lo zio Claudio, che ha ucciso il Re (padre di Amleto) per usurparne il trono e sposarne la vedova.
- Nel film: Il lutto è reale, fisico e straziante. Il “fantasma” in Hamnet non è un’apparizione sovrannaturale, ma l’assenza tangibile del bambino che frattura il legame tra i genitori. Il film suggerisce che Shakespeare scriva la tragedia come unico modo per “riportare in vita” il figlio, dando il suo nome (leggermente modificato) a un personaggio che continua a esistere sul palco.
- Nella tragedia: Il lutto è il motore dell’azione politica e vendicativa. Il fantasma del Re Amleto appare realmente al figlio, chiedendogli giustizia e innescando il celebre dubbio esistenziale del protagonista (“Essere o non essere”).
- Centralità femminile: Mentre la tragedia di Shakespeare è dominata dalla figura maschile del principe Amleto, il film di Chloé Zhao sposta il baricentro su Agnes, la madre, dipinta come una figura legata alla natura e dotata di una sensibilità quasi magica, che deve affrontare l’assenza del marito (spesso a Londra per lavoro) e la perdita del figlio.
- Creazione artistica: Il film di Zhao è una riflessione su come il dolore personale venga trasmutato in arte. La trama della tragedia diventa, nel contesto del film, l’atto finale di un padre che cerca di elaborare una perdita impossibile da descrivere a parole.
5 Febbraio 2026