La complessità del senso
28 03 2020

Dolor y Gloria

Dolor y Gloria
Regia Pedro Almodóvar, 2019
Sceneggiatura Pedro Almodóvar
Fotografia José Luis Alcaine
Attori Antonio Banderas, Asier Etxeandía, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Julieta Serrano,  Penélope Cruz, Asier Flores, Cecilia Roth, Raúl Arévalo, César Vicente.
Premi Cannes: Antonio Banderas at, Antxón Gómez sgr.

Si pensa subito a Fellini, alla prima scena: donne che fanno il bucato in riva al fiume, lenzuola bianche, sfrontata allegria. Aria di sogno. Ma poi Almodóvar ci invita a casa propria, il cinema non viene coinvolto in immagine, bensì come termine di sofferenza, come limite esistenziale autobiografico. Narrando se stesso, il regista esprime il dolore di aver dovuto smettere di “girare” a causa del dolore fisico, soprattutto mal di schiena: troppo “pesante” il set. La struttura è semplicissima, un non-poeta ne avrebbe fatto una banalità. Ma Almodóvar è un vero sentimentale e il suo sentimento arriva allo spettatore. Messa da parte la “Gloria”, Pedro affida a Banderas la propria vita, le proprie sofferenze, i ricordi struggenti, le fasi dure della  droga, l’amore (Federico/Leonardo Sbaraglia) che torna – segno anche estetico della difficoltà di un rivivere l’esperienza con l’affidarsi al metteur-en-scene (Alberto/Asier Etxeandía) -, la madre (Julieta Serrano) andata via prima che il figlio potesse esaudirne l’ultimo desiderio, i giorni trasognati dell’infanzia – la casa/grotta, l’amorevole mamma (Penelope Cruz) col bambino (Asier Flores) -, fino a sentirsi immerso nel liquido prenatale – che poi è la prima inquadratura del film. La tentazione di pensare al Mastroianni di 8 e 1/2 può derivare da un’analogia piuttosto iconologica, superficiale. Nel film di Fellini il protagonista non mostra immedesimazione, si fa invece guidare dal maestro in una palese ricerca di senso cinematografico, come trovando di momento in momento una soluzione espressiva al proprio immaginario/vissuto. L’impasse di Salvador Mallo (Banderas) è psicologica, la sua intimità non è davvero indagata, il racconto di sé è una visita della sofferenza, della nostalgia, della disarmata sincerità verso l’empatia dello spettatore. Tutti gli attori partecipano con affetto, Banderas con grande naturalezza.

Franco Pecori

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17 maggio 2019