La complessità del senso
15 04 2024

Empire Of Light

Empire Of Light
Regia Sam Mendes, 2022
Sceneggiatura Sam Mendes
Fotografia Roger Deakins
Attori Olivia Colman, Micheal Ward, Toby Jones, Colin Firth, Tom Brooke, Tanya Moodie, Hannah Onslow, Crystal Clarke, Monica Dolan.

1981. Margate, sulla costa meridionale britannica. È l’Inghilterra di Margaret Thatcher e degli skinheads. Il razzismo cammina lungo i marciapiedi. L’Empire Of Light  è una vecchia e imponente sala cinematografica, davanti al mare. Il cinema è in decadenza, Mr. Ellis (Colin Firth), il direttore, ha dovuto chiudere due delle quattro sale. La gestione pratica è affidata a Hilary (Olivia Coleman), segretaria tutto fare, dal sistema nervoso instabile. Coscienziosa nel suo lavoro, la donna non vede mai i film in proiezione e cede alle cupe smanie di Ellis. Dalle prime sequenze, il senso romantico e situazionale è affidato alla fotografia di Roger Deakins, artista già decisivo in film come 1917, Revolutionary Road, Nella valle dell’Eden, Non è un paese per vecchi, A beatiful Mind, Attacco al potere. L’accento sulla luce è importante per non scambiare la semplicità della sceneggiatura con una difficoltà a risolvere la sostanza del narrato. Mendes esclude l’ingenuità ed evita il dettato ideologico. Un giovane nero, Stephen (Micheal Ward), arrivato con la madre infermiera da Trinidad, viene a chiedere lavoro ed è messo a strappare i biglietti d’ingresso.  Momenti liberi ve ne sono, magari all’ultimo piano della struttura in disuso. L’ala spezzata di un colombo rifugiatosi lassù ha bisogno di cure. Volerà poi via come forse se ne andrà anche Stephen, il cui sogno è studiare architettura. Per ora il ragazzo e Hilary si attraggono, la notte di capodanno sono sulla terrazza a guardare i fuochi. Di sotto, passa sullo schermo Nine to Five (Dalle 9 alle 5), di Colin Higgins, con Jane Fonda e Sterling Hayden. Il cinema è complemento essenziale nella visione di Mendes, basta la citazione di pochi titoli per fissare le coordinate culturali e del vissuto di quegli anni cupi. In attesa del futuro, Stephen viene attratto dalla cabina di proiezione dell’Empire. Norman, il proiezionista (Toby Jones), gli rivela la meraviglia del miracolo della luce e dello scorrere dei fotogrammi, 24 al secondo. La tentazione è di restare a Margate, con Norman. Ma un giorno qualunque il giovane subisce l’aggressione di manifestanti razzisti che lo massacrano e lo mandano all’ospedale. Per fortuna, riappare improvvisamente una giovane amica (Crystal Clarke), con l’aria di non restare indifferente al nuovo incontro. E Stephen è turbato dall’importanza del rapporto con Hilary. Interviene qui l’altissima qualità interpretativa della Colman. La protagonista calamita su di sé la tensione e il contrasto del sentimento e del contesto, offrendo allo spettatore le vibrazioni intense e contenute che hanno da sempre mantenuto il personaggio sul filo di una quotidianità critica e non arresa. L’attrice offre letteralmente il volto e il corpo all’attrazione non-praticabile verso il ragazzo, giovane e nero. La sera della grande Prima a inviti del film di Hugh Hudson, Chariots of Fire (Momenti di gloria), che potrà ridare un futuro all’Empire, Hilary vivrà il riscatto della propria vita compressa, prendendosi la scena, con uno “scandalo” che potrà aprire la porta a un futuro meno oppressivo. Il finale verrà segnato dai versi di un grande poeta, Philip Larkin. High Windows è il libro di poesie che Stephen riceve in dono da Hilary. “Spuntano sugli alberi le foglie, accenno di un discorso che ancora si ripete..”. Mendes si volge al passato, il proprio e il nostro, senza malinconia, a tratti con lucida rabbia contro l’ira reazionaria che pervade l’atmosfera proprio lì in città, davanti al mare assolato. E partecipa, con passione, al groviglio sentimentale di una donna, Hilary/Colman, stanca di frenare le proprie pulsioni espansive. Mendes non perde la speranza, pur malinconica, nel futuro delle generazioni, consegnandoci un finale denso di felicità liberata, donata al nuovo viaggio di Stephen, cresciuto e finalmente padrone del proprio destino. 

Franco Pecori

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2 Marzo 2023