La complessità del senso
16 05 2021

I Care a Lot

I Care a Lot
Regia J Blakeson, 2020
Sceneggiatura J Blakeson
Fotografia Doug Emmett
Attori Rosamund Pike, Peter Dinklage, Elza González, Dianne Wiest, Chris Messina, Macon Blair, Alicia Witt, Damian Young

Un pizzico di perversione ironica, forse. Ma soprattutto un’implacabile sfida allo spettatore, l’invito a scegliere da quale parte stare: non tanto tra commedia e thriller bensì nel dosaggio – inevitabile, sembrerebbe – tra umanità della Storia (attuale, ma poi anche “eterna”) e leggi del potere/ricchezza. A coloro che avessero idea di un mondo guidato da antiche “bugie” (i Valori) l’inglese J Blakeson (La scomparsa di Alice Creed 2009, La Quinta Onda 2016) risponde con il sorriso sfrontato, un po’ amaro e alla fine “minaccioso” di Verità; il sorriso che, con ottima intuizione, il regista prende a prestito da Rosamund Pike. Figura del Cinema tramandato sulla tela moderna eppure antica di fiabeschi tragitti avventurosi (oo7 La morte può attendere 2002, La versione di Barney 2009, L’amore bugiardo-Gone Girl 2014, Hostiles 2017, A Private War, 2018), l’attrice provoca e incanta, sicura di sé, nella parte di Marla Grayson, una che è stata povera ma “non le si addiceva”. Ora è tutrice legale, inganna persone anziane, le costringe – con l’aiuto della legge – a essere ricoverate in strutture e mentre le tutela le deruba. Glaciale, elegante nel portamento, Marla colleziona successi: “Il lavoro è tosto – ci dice – ma io di più”. Tra le righe della sceneggiatura spunta, come “non volendo” e però in tono esplicito la definizione provocatoria di “esempio perfetto di sogno americano”. Dall’introduzione tematica e dialetticamente aggressiva (commedia un po’ nera) si passa presto all’azione e la “ferita” morale sembra non più così incurabile, si entra nel genere thriller. Si può togliere il cerotto: non fa male quando si leva. E ci godiamo un bel seguito progressivo, con ingredienti ben misurati, risvolti a sorpresa, freddezze glaciali appena intaccate da passione lesbica funzionale – negli affari la protagonista è affiancata da Fran (Elza González), avvenente compagna. Arriva l’affare grosso. Jennifer Peterson (Dianne Wiest) non sembra la solita vecchietta da spennare. È sola, senza parenti, con tre conti deposito, “seduta su un mucchio di soldi”; e vengono fuori perfino diamanti non assicurati. Verrà fuori anche la mafia russa, non mancheranno  i suv neri, i giganti e i nani (strepitoso Peter Dinklage). Le “cattiverie” si confrontano, si sfidano, trovano il modo per seguire una filosofia comune: “Rendiamoci ricchi a vicenda e la fiducia arriverà… Qualsiasi fortuna accumulata è nata da un atto di fiducia”. Marla ha l’aria di non avere molti dubbi. La sfida allo spettatore resta. [Amazon Prime Video]

Franco  Pecori

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19 febbraio 2021