La complessità del senso
21 04 2018

Rampage – Furia animale

Rampage
Regia Brad Peyton, 2018
Sceneggiatura Adam Sztykiel, Ryan Condal, Carlton Cuse, Ryan Engle
Fotografia Jaron Presant
Attori Dwayne Johnson, Naomie Harris, Malin Akerman, Jake Lacy, Joe Manganiello, Jeffrey Dean Morgan, P.J. Byrne, Marley Shelton, Breanne Hill, Jack Quaid, Matt Gerald.

Natura e modificazioni genetiche. Uomo e natura. Furia animale. Problemi e prospettive. Può sembrare troppo, ma il film di Brad Peyton è solo in apparenza un’immaginazione ingenua e rudimentale (il termine non vuole giudicare il livello tecnologico degli effetti). Dwayne Johnson (Il tesoro dell’Amazonia, Fast & Furious, Jumanji – Benvenuti nella giungla) presta il suo fisico e la sua maschera da fumetto al protagonista, il primatologo Davis Okoye, per un’avventura fantascientifica (siamo in epoca di tecnologie genetiche avanzate e di intelligenza artificiale), relativa a un rischio d’impresa – diciamo così – evolutosi negativamente. Una certa affinità somatica dell’attore con le sembianze del gorilla silverback George abbrevia la distanza culturale (siamo anche in antropologia) del primatologo dal primate che egli salvò dai bracconieri quando l’animale era rimasto precocemente orfano. Colpito dall’intelligenza e dall’espressività dei suoi occhi, Davis ha continuato a “educare” George. Ospitato nel California Wildlife Sanctuary, il gorilla albino ha imparato il linguaggio dei gesti e ha sviluppato un rapporto speciale con Okoye. L’opera dello specialista – primatologo è lo scienziato che studia la vita e il comportamento dei primati e il loro modo si comunicare rispetto anche alle popolazioni primitive – viene bruscamente interrotta da un “incidente” scientifico che accade nello spazio. L’incidente, catastrofico, frutto della “malascienza” che minaccia l’evoluzione dell’umanità (il male ormai non è più il comunismo), determina la presenza sulla Terra di colossali belve distruttive. Quello che era soltanto il videogioco Rampage, si trasforma così in un divertente quanto istruttivo spettacolo pedagogico, la cui progressione devastante non è soltanto materialmente deterministica (l’intera Chicago rischia di venire distrutta dalla furia cieca dei mostruosi giganti volanti), bensì prefigura la catastrofe definiva dell’intelligenza. Le forze armate scalpitano (come sempre) per intervenire in modo risolutivo, la scienza illuminata e “buona” viene in aiuto. Davis si appoggia alla competenza di Kate Caldwell (Naomie Harris), scienziata finita nel covo malefico della compagnia di bioingegneria Energyne nel tentativo di salvare dal cancro il fratello. Si arriverà alla decisione estrema di sganciare la bomba più potente che ci sia (l’atomica è innominabile), ma vedrete che, invece, si potrà avere un sospiro di sollievo e con un pizzico di umorismo, il finale sarà salvo. Resta il dubbio su che cosa sia un uomo, sulla sua naturalezza.

Franco Pecori

 

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12 aprile 2018