La complessità del senso
18 12 2017

Alice attraverso lo specchio

film_aliceattraversolospecchioAlice Through the Looking Glass
Regia James Bobin, 2016
Sceneggiatura Linda Woolverton
Fotografia Stuart Dryburgh
Attori Mia Wasikowska, Johnny Depp, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter, Rhys Ifans, Andrew Scott, Ed Speleers, Sacha Baron Cohen, Frances de la Tour, Geraldine James, Matt Lucas, Lindsay Duncan, Leo Bill, Simone Kirby, Joe Hurst, Joanna Bobin.

Alice, la ragazza che viene dall’Ottocento, continua a cercare se stessa in un “essere o non essere” classico e insieme modernissimo, che sperimenta configurazioni non solo spettacolari ma critiche nel corpo stesso del racconto fiabesco di Lewis Carroll, pubblicato nel 1865. Come si sa, lo schermo ne accolse la traduzione cinematografica prodotta da Walt Disney e realizzata sotto la direzione di Clyde Geronimi, nel lontano 1951 (Alice nel paese delle meraviglie). E per arrivare a quest’ultima versione si è passati dalla regia, non poco creativa, di Tim Burton (Alice in Wonderland, 2010). Strutturalmente però il racconto aveva mantenuto la propria coerenza interna, con la variazione, per la verità notevole, tra i due “attacchi”. Nel ’51, l’aggancio con la realtà storica era ben fermo. La curiosa ragazzina si addormentava mentre la sorella più grande le leggeva la lezione di storia e quindi la protagonista sognava di ritrovarsi nel mondo fantastico abitato dagli strani personaggi ai quali il pubblico di giovani e giovanissimi si sarebbe poi affezionato. Nel 2010, non si legge la storia e si fa semplicemente merenda. Alice si addormenta e quando si risveglia segue un coniglio bianco  che s’infila nella cavità di un albero. Il mondo che le si presenta è il mondo meraviglioso che conoscevamo e però c’è di nuovo il dubbio della crescita. Da bambina Alice sta diventando adolescente e addirittura, essendo ormai una diciannovenne, è attesa dalle nozze. E arriva la “presa di coscienza” della nuova fase di vita, la vecchia zia Imogene viene avvertita che il Principe Azzurro non esiste e la giovane donna parte per la Cina, con in testa nientemeno che le nuove possibilità commerciali. La squadra dei personaggi originali mantiene la sua formazione: il Cappellaio Matto, la Regina Rossa, la Regina Bianca, il Fante di Cuori, Pinco Panco e Panco Pinco, Bianconiglio, Brucaliffo, Stregatto. Ma sale in primo piano un nuovo personaggio: il dubbio su come uscire dall’infanzia e immergersi nelle nuove responsabilità. Insomma dalla “lettura” della Storia come lezione scolastica, si è passati all’immersione nella pratica della vita storica, incontrando – elemento non secondario – la realtà tecnologica del “RealD 3D”. nel film di Burton, il rapporto fantasia-realtà si proponeva come questione. E ora, con Alice Through the Looking Glass, diviene decisivo il passo verso la nuova consapevolezza scientifica e culturale dell’elemento Tempo, Il tempo non solo segna il succedersi dei fatti, ma determina la loro valenza nella successione, giacchè il passaggio “attraverso” il rispecchiamento della realtà conduce alla rielaborazione del passato in funzione di una “bonifica” di alcuni accadimenti (non staremo a raccontare i dettagli del film di James Bobin) e permette il riassetto benefico della vita associata, nella fattispecie viene riparato il “guasto” della famiglia del Cappellaio Matto. E il personaggio interpretato da Johnny Depp riprende la regolare posizione che gli compete e si ricompone la strana frattura dell’amicizia con Alice. Tutta la fase del recupero del Tempo attraverso uno spettacolare impiego di effetti speciali attenua e rende anzi piacevole la catena di “sorprese” tecnologiche. In nessun momento si notano stridori di “macchina”: la fantasia viene comunque lasciata libera nel consolidarsi coerente della successione degli avvenimenti. Un po’ troppo vistosa, se mai, nell’economia del racconto, la parte iniziale, con Alice (Mia Wasikowska) osservata nel suo rientro a Londra, ultimato il giro dei viaggi in mare aperto, sulle tracce del padre. Si profila una questione di competenze nella padronanza dell’arte del navigare, con Alice insidiata dalle invidie dei concorrenti al comando delle navi mercantili, problemi che rischiano di trasferire, o almeno frenarla, l’attenzione dello spettatore su argomenti di minore fantasia rispetto a quello che subito dopo sarà l’attraversamento dello specchio, con la ricerca della Chronosphera, regolatrice dello scorrere delle ore, dei minuti e dei secondi. La sensazione finale, di una generale rimessa in ordine delle cose del mondo attraverso il segno fortemente simbolico della risistemazione della tensione successiva delle cose e di tutta la vita, è il senso complessivo più rilevante del film.

Franco Pecori

 

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25 maggio 2016