La complessità del senso
19 10 2017

L’esigenza di unirmi ogni volta con te

film_lesigenzadiunirmiognivoltaconteL’esigenza di unirmi ogni volta con te
Regia Tonino Zangardi, 2015
Sceneggiatura Tonino Zangardi Beba Slijepcevic, Angelo Orlando
Fotografia Dario Germani
Attori Claudia Gerini, Marco Bocci, Marc Duret, Antonio Iuorio, Daniela Amato, Luca Cirasola, Luciano Marinelli, Leonardo Zangardi, Rosa Enginoli, Francesca Danese, Valeria De Notaris, Claudia Fratarcangeli.

Un po’ romantico, un po’ drammatico, un po’ poliziesco, il settimo film di Tonino Zangardi (Allullo Drom 1992, Un altro giorno ancora 1994, L’ultimo mundial 1999, Prendimi e portami via 2003, Ma l’amore… sì 2006, Sandrine nella pioggia 2008), proviene dal romanzo del medesimo autore, il quale – «non sono uno scrittore professionista», precisa – ha preso spunto inizialmente da un fatto di cronaca e ha poi scelto la location principale per le riprese in un piccolo centro del Salento, come per dare un’aria di vita “normale” e quasi anonima alla vicenda di una cassiera del supermercato (Giuliana/Claudia Gerini), coinvolta in un episodio di rapina e salvata dalla minaccia dei rapinatori da Leonardo (Marco Bocci), poliziotto sulla via d’innamorarsi proprio della bella impiegata. I due personaggi sembrano avere il destino segnato verso una disponibilità a nuove esperienze sentimentali/erotiche, lui uscito dalla traumatica scoperta del tradimento della moglie nientemeno che con suo fratello, lei quasi stanca dell’affetto di Martino (Marc Duret), marito incolore. La passione si accende, verificabile in una serie progressiva di scene di sesso “ardito”, novità nella storia professionale della Gerini, le cui doti di attrazione fisica erano state finora contenute nei limiti di un quasi esplicito moralismo, principalmente verdoniano. E’ l’aspetto più vistoso del film, pur compresso nel recinto giustificativo avvertito dalla stessa attrice, la quale, riferendosi al proprio personaggio, definisce Giuliana come «donna dalla morale sicura, lineare, una donna integra, dilaniata da un senso di colpa e bisognosa di redenzione». Sono confini ben netti sebbene, a livello di sceneggiatura, non siano rintracciabili sufficienti indicazioni esplicite ed emergano invece espressività stereotipe tali da suscitare nello spettatore sorrisi di sufficienza. In alcuni momenti il “tormento” interiore di Giuliana denuncia impietosamente una distanza espressiva pari alla probabilità del senso. Più facile il compito di Bocci, il suo Leonardo si affida al consolidato immaginario televisivo (la serie di Romanzo criminale, le stagioni della Squadra antimafia – Palermo oggi), con qualche apprezzabile sforzo di realismo interno, trattandosi pur sempre di un poliziotto. I due amanti si troveranno a un certo punto (non riveliamo) costretti a darsi alla fuga e la regia sarà chiamata a un arduo adeguamento generico verso una suspense ultravista.

Franco Pecori

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24 settembre 2015