La complessità del senso
24 08 2017

Tra la terra e il cielo

film_tralaterraeilcieloMasaan
Regia Neeraj Ghaywan, 2015
Sceneggiatura Varun Grover
Fotografia Avinash Arun Dhaware
Attori Richa Chadda, Vicky Kaushal, Sanjay Mishra, Shweta Tripathi, Nikhil Sahni, Pankaj Tripathi, Bhagwan Tiwari, Bhupesh Singh, Satya Kam Anand, Vineet Kumar Singh.
Premi Cannes 2015, Un certain regard: Fipresci.

Storia, regole sociali, religione, modalità di vita, valori morali. Non appena l’obbiettivo della cinepresa si apre sul contesto contemporaneo, entrano nel quadro, invisibili/visibili, gli elementi individuali e collettivi che condizionano l’esistenza dei personaggi. Il film dell’indiano Neeraj Ghaywan è prima di tutto l’evidenza del referente a cui rimanda la vicenda “romantica” di quattro giovani sulle rive del Gange, l’intensità drammatica delle loro attrazioni amorose sarebbe meno forte fuori dal contesto che avvolge la loro quotidianità, radicata nelle tradizioni millenarie. Siamo a Benares (Varanasi), sugli argini del fiume sacro si svolge giornalmente la cremazione dei defunti (il titolo originale del film vuol dire Crematorio), le ceneri affidate al fiume saranno la via materiale alla reincarnazione. All’acqua si arriva, anche per l’abluzione purificatrice, scendendo gradinate di pietra che simboleggiano la scala verticale e immutabile dei livelli (caste) secondo cui è articolata la vita sociale. Agli appartenenti all’ultimo gradino tocca il compito impuro dei falò rituali. Il film si apre con una trasgressione. Devi (Richa Chadda), studentessa ribelle, va insieme al suo primo ragazzo a consumare l’atto sessuale in una camera d’albergo. Per questo tipo di “colpa” è previsto il carcere, salvo il compenso sottobanco alle forze di polizia. Per questo il padre della ragazza, il commerciante Vidyadha (Sanjay Mishra), s’indebiterà pesantemente e sarà tentato di sfruttare l’abilità del piccolo Jhonta (Nikhil Sahni) nelle gare di ripescaggio subacqueo delle monete. I ragazzini si tuffano e gli uomini scommettono. L’irruzione della polizia nella camera d’albergo ha provocato la disperazione del giovane amante di Devi, il quale si è chiuso nel bagno e s’è tagliato le vene. Devi vivrà nel rimorso. Il masaan è anche lo scenario di riferimento del delicato amore tra Deepak (Vicky Kaushal), giovane relegato tra i diseredati “intoccabili” dell’ultimo gradino, e Shaalu (Shweta Tripathi), ragazza dei quartieri alti, disposta ad affrontare le prospettive di una vita nuova, libera. La regia di Ghaywan, estimatore del cinema di ricerca di autori come Michael Haneke e come Jean-Pierre e Luc Dardenne (preferenze spontaneamente dichiarate), fonde con raffinato senso di realismo culturale, le ragioni di sentimenti profondi e di istanze rinnovatrici nelle nuove generazioni che si trovano a rispettare l’antichità e, insieme, a riscattarsi dalle persistenti prigionie. Gli attori tutti collaborano con evidente convinzione e bravura.

Franco Pecori

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1 giugno 2016