La complessità del senso
25 10 2021

Pieces of a Woman

Pieces of a Woman
Regia Kornél Mundruczó, 2020
Sceneggiatura Kata WéBer
Attori Vanessa Kirby, Shia LaBeouf, Ellen Burstyn, Molly Parker, Sarah Snook, Iliza Shlesinger, Benny Safdie, Jimmie Fails.
Premi Venezia 2020: Coppa Volpi Vanessa Kirby.

Quando il cinema è sospeso, il film che ne nasce vive una vita estetica precaria, conservando solo un po’ di consistenza tematica, come in forma di appunti per una riflessione extrafilmica, magari anche importante. La distanza linguaggio-realtà, problema basico ancor prima del Treno Lumière, è segnata nella qualità del match, ineludibile, tra film e tema. Elemento di mediazione è la sceneggiatura. Mettiamo che stavolta il tema sia il dolore per la perdita della neonata a seguito del parto casalingo voluto dalla madre (consigliata dall’ostetrica). Pochi minuti e la vita di Martha (Vanessa Kirby) e Sean (Shia LaBeouf), americani del Massachusetts, si trasforma in un contenitore esplosivo di sentimenti perduti. Kornél Mundruczó, regista ungherese al suo primo lungometraggio in inglese, apre il film con una lunga sequenza sull’evento drammatico: attesa, dolore fisico, primi piani a seguire, senza sconfinare nel “documento” per lasciar spazio ad un’evoluzione narrativa per l’appunto tematica. Dopo l’emozione iniziale, il film svolge la problematica delle responsabilità: la levatrice (Molly Parker), Sean, compagno di Martha, Elizabeth, anziana madre di Martha (Ellen Burstyn, brava a trattener violenza in un monologo della memoria non pacificata); e il processo per omicidio colposo relativo al parto in casa. Materiale (ma il dibattito no!) trattato con cura discreta, buono per il passaggio in tv. Il cinema, da parte sua, prende su di sé il carico dell’espressione. E resta sospeso sul volto della protagonista, bravissima tanto da meritare il massimo riconoscimento della Mostra veneziana. Si è voluto anche fare il nome di John Cassavetes, ma questa “moglie” soffre di una solitudine diversa, agganciata a un caso e a un problema di cui la cinepresa fatica ad avvertire la specificità. Neve, gelo, silenzi, solitudine da cani, profumo di mela, un campo di papaveri alti alti. Nascita, comunque, nei giorni successivi alla Festività natalizia e nel periodo pandemico che il mondo sta vivendo, è proposta ben degna di un passaggio su piattaforma elettronica (Netflix), per la soddisfazione anche di Martin Scorsese (autore stavolta produttore).

Franco Pecori

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7 gennaio 2021