La complessità del senso
18 10 2017

Tutte contro lui – The Other Woman

film_tuttecontroluitheotherwomanThe Other Woman
Regia Nick Cassavetes, 2014
Sceneggiatura Melissa K. Stack
Fotografia Robert Fraisse
Attori Cameron Diaz, Leslie Mann, Kate Upton, Nikolaj Coster-Waldau, Nicki Minaj, Taylor Kinney, Don Johnson, Deborah Twiss, Madison McKinley.

Non così “leggero” come potrebbe sembrare. Erede di alcuni aspetti della genialità cinematografica “europea” del padre John, Nick Cassavetes (1959), attore multiforme e partecipe appassionato nei ruoli – a cominciare dalla presenza in Mariti e Una moglie firmati dal genitore negli anni ’70, fino al duetto spaziale con Johnny Depp in  La moglie dell’astronauta di Ravich Rand 1999 -, è stato fin dall’esordio (She’s So Lovely 1997) regista cosciente dell’interno legame tra commedia e dramma e dell’importanza dell’ambiente famiglia nel collegamento più generale con le vicende e con le situazioni sociali (John Q 2002, Le pagine della nostra vita 2004, Alpha Dog 2006, La custode di mia sorella 2009, Yellow 2012). Se il problema droga, ricorrente, assume a volte connotati di “stupidità”, in quest’ultima prova è proprio la qualità “evanescente” dei comportamenti a dimostrare il carattere sublimato di una provocazione molto attuale. Mentre sembra che la vita venga presa “alla leggera” un po’ da tutti i personaggi, è proprio la loro disinvolta disponibilità alle conseguenze anche più spiacevoli a rendere possibile e internamente verosimile il loro destino “contemporaneo”, legato ai parametri aperti della stessa vita associata riconoscibile facilmente dallo spettatore. Insomma siamo tutti un po’ stupidini e forse un po’ responsabili, ma possiamo riattingere al pozzo della saggezza comune semplicemente attivando alcuni meccanismi che a prima vista sembrano assurdi per la loro valenza paradossale. Mark King (Nikolaj Coster-Waldau) non ha certo un’aria seria, se la spassa da una ragazza all’altra, ciascuna delle quali si limita esplicitamente a godere dello spasso momentaneo accanto a quell’uomo affascinante, ancora giovane e spensierato.  Qualche volta può succedere che la compagnetta di turno venga a sapere dello stato civile (sposato) del bel ragazzone, ma in fondo tutto scivola come la pioggia sul vetro, belle macchine, appartamenti accoglienti, vita metropolitana di lusso come fosse un film. Il meccanismo s’inceppa quando nella catena piacevole entra un anello un po’ diverso. Una certa Carly, semiattempata bionda dal fisico eccellente (Cameron Diaz), avverte l’incipienza  di una certa vocazione alla scelta definitiva e, guarda un po’, trova sulla propria strada esattamente quel Mark, così leggero. Cortocircuito non evitabile. Incontro fantastico, il problema è la moglie. Kate (Leslie Mann), poveretta, ha vissuto sempre all’oscuro, credendo che le assenze di Mark fossero dovute a impegni di lavoro. Dramma? Sì, ma sotto traccia. La chiave di volta infatti è nel paradosso che traduce in commedia ogni disperazione laddove, beninteso, il contesto renda possibile e credibile la traduzione verso il divertimento. Ferma restando la “stupidità” obbiettiva, i conti finiranno per tornare. Invece di litigare, Carly e Kate cercano punti in comune e addirittura uniscono al team “Vendetta” una terza associabile, Amber (Kate Upton), la più vistosa e “leggera”, ideale per completare il carattere di esemplarità del quadro sociologico.  Potrà mai farcela il povero Mark a salvarsi dai trabocchetti delle simpatiche persecutrici? In fondo, qualsiasi soluzione andrà bene, la “stupidità” della vita ha pure un che di serio, a saperlo vedere.

Franco Pecori

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19 giugno 2014