La complessità del senso
18 12 2017

Dead Man Down

Dead Man Down
Regia Niels Arden Oplev, 2013
Sceneggiatura J. H. Wyman
Fotografia Paul Cameron
Attori Colin Farrell, Noomi Rapace, Dominic Cooper, Terrence Howard, Isabelle Huppert.

Un uomo e una donna con la vendetta in testa. Qualcuno ha distrutto la famiglia (moglie e figlia) di Victor (Colin Farrell), qualcuno ha deturpato il volto di Beatrice (Noomi Rapace). Victor ha stretti legami con la malavita di New York. Alphonse (Terrence Howard), uno dei boss da cui dipende, è sotto la mira di qualcuno che da un po’ di tempo colpisce i suoi uomini. Tra questi c’è anche Darcy (Dominic Cooper), amico di Victor ma soprattutto interessato ad aggraziarsi i favori di Alphonse. Di Beatrice non sappiamo nulla, vediamo soltanto che abita, insieme alla madre (Isabelle Huppert), nell’appartamento di fronte a quello di Victor. La ragazza ha un carattere forte ed è abbastanza sveglia da capire che l’uomo che osserva e che la osserva dalla finestra potrà esserle utile a realizzare la propria vendetta. Ci sarà da uccidere e lei glielo chiede, facendogli capire senza mezzi termini che qualcosa li può unire. I due destini sono legati e il legame è di tipo morale: sprofondati al fondo di un abisso, troveranno insieme la possibilità del riscatto. Questo tema, attraente e coinvolgente sulla carta, viene trattato da Niels Arden Opley (lo stesso regista di Uomini che odiano le donne 2009), con insufficiente scansione narrativa. L’azione procede secondo una sua autonomia alquanto misteriosa (che però non forma “mistero”), mentre le motivazioni interiori dei protagonisti non trovano l’atteso sbocco drammatico. Le ragioni del loro rispettivo comportamento non si chiariscono, confuse in un contesto soltanto genericamente delineato in un quadro etnogangsteristico di maniera (gli ungheresi, gli albanesi..). I momenti di azione estrema, sparatorie a bruciapelo e varie soluzioni sceniche catastrofiche, fanno da contraltare piuttosto meccanico alla linea emotiva del racconto. Farrell e Rapace affrontano con apprezzabile impegno il duro compito di umanizzare le loro figure in un disegno di fascinazione del Male che rimane vagamente tracciato.

Franco pecori

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14 marzo 2013