La complessità del senso
24 08 2017

Loving

film_lovingLoving
Regia Jeff Nichols, 2016
Sceneggiatura Jeff Nichols
Fotografia Adam Stone
Attori Joel Edgerton, Ruth Negga, Marton Csokas, Nick Kroll, Terri Abney, Alano Miller, Jon Bass, Michael Shannon, Christopher Mann, Sharon Blackwood, Winter Lee Holland, Will Dalton, Chris R. Greene, Sharon Blackwood, Karen Vicks, Lance Lemon, Marquis Adonis Hazelwood, Bill Camp, David Jensen, Andrene Ward-Hammond, Jevin Crochrell, Jordan Williams Jr., Georgia Crawford.

A oltre 90 anni dall’approvazione del 13° Emendamento (31 gennaio 1865), negli Stati Uniti d’America qualcuno deve ricorrere alla Corte Suprema perché il matrimonio sia riconosciuto come un diritto naturale e non sia perciò perseguibile l’unione tra due persone di colore diverso. Siamo nel 1958. La storia di Richard e Mildred Loving arriva sugli schermi tramite Jeff Nichols, regista indipendente non estraneo a malickismi (il suo Take Shelter 2011, bene accolto al Sundance, a Cannes Semaine, a Venezia Settimana della critica), faceva pensare a The Tree of Life).  Giunto al suo quinto titolo (in Midnight Special 2014 l’ansia di un “Oltre” sconfinava nella fantascienza), Nichols realizza un curioso esperimento di levitazione del senso storico, raccontando la vicenda drammatica di due sposi nella Virginia “evoluta” degli anni ’50, Richard bianco e Mildred nera, perseguitati per aver osato congiungersi in matrimonio, fino a dover sopportare la separazione e il carcere per arrivare alla Giustizia di Stato, livello al quale sarà impossibile non riconoscere la legittimità  del matrimonio “misto”. Il regista mette quasi tra parentesi gli argomenti legali, dandoli per scontati dal punto di vista narrativo, e valorizza il piano “interiore”, la carica morale interna dei due protagonisti, i quali affrontano il loro destino con la calma e la “pacifica” fermezza dei protetti da ragioni più intime.  L’azione legale reale, “Loving contro Virginia”, trasferì il caso sul piano più generale, rendendo incostituzionale la proibizione del matrimonio su base razziale. Sette anni dopo la sentenza della Corte, Richard Loving venne ucciso da un automobilista ubriaco, Mildred non si risposò più e visse il resto della sua vita nella casa che Richard aveva costruito per loro. In un’intervista poco prima di morire, nel 2008, disse: “Richard mi manca, lui si prendeva cura di me”. Infatti, quella casa in mezzo al vasto campo verde che da ragazza le aveva mostrato, il muratore Richard Loving aveva continuato a costruirla giorno dopo giorno, mattone su mattone, senza troppo curarsi dell’ostilità del contesto. Il regista ha voluto rispettare la dimensione intima della storia, ha rinunciato alla dinamica dell'”azione”, preferendo diffondere dallo schermo la pacatezza degli animi. Tutto d’attorno, rumori e disturbi di una società ancora piantata su posizioni di arretratezza ostile mentre avanza l’era spaziale e si affacciano dai telegiornali temi di libertà e lavoro, tutto è sfumato sui volti di Rich e Mildred (bravi Joel Edgerton e Ruth Negga), in uno stato d’animo d’attesa che non potrà che risolversi per il meglio.

Franco Pecori

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16 marzo 2017