La complessità del senso
01 08 2021

Notizie dal mondo

News of the World
Regia Paul Greengrass, 2020
Sceneggiatura Paul Greengrass, Luke Davies
Fotografia Dariusz Wolski
Attori Tom Hanks, Helena Zengel, Neil Sandilands, Chukwudi Iwuji, Thomas Francis, Murphy, Ray McKinnon, ElizabethvMarvel, Mare Winningham.

Per chi fosse rimasto sbalordito e avesse giudicato come tracotanti (trans cogitans) gli atteggiamenti esibiti sulla scena mondiale dal penultimo presidente degli Stati Uniti nei primi decenni del Terzo Millennio, l’inglese Paul Greengrass (The Bourne Supremacy e Bourne seguenti) propone un passo indietro nella storia del Texas. È il 1870. Il capitano Jefferson Kyle Kidd, un ex tipografo di San Antonio, vedovo, viaggia a cavallo attraverso le pianure sconfinate fermandosi nelle città e nei centri più piccoli e racconta per pochi centesimi alla gente incuriosita le più diverse “notizie dal mondo”, storie prese dai giornali o raccolte dal passaparola. Sono trascorsi cinque anni dalla fine della Guerra Civile. Kidd ha servito i confederati nel Terzo Fanteria del Texas. Arresosi a Galverston il 26 maggio 1865, ora sta scendendo verso il Red River. Oh Howard Hawks! Oh John Wayne! Oh Montgomery Clift! Ma Kidd non ha mandrie da trasferire, né ha con sé un figlioccio da strapazzare. Bisogna guardare bene il volto di Tom Hanks per entrare nello spirito di questo western riflessivo di cui l’attore è protagonista. Kidd ne ha viste e sofferte di tutti i colori. E continua a vederne, in sella al suo cavallo. Per esempio, il corpo di un americano nero appeso al ramo di un albero con un cartello che chiarisce: “Questo è un paese per bianchi”. Dovremo attendere ancora un secolo e mezzo perché qualcuno, sotto altro aspetto, prosegua il discorso aggiungendo che una certa America “Non è un paese per giovani”. Facciamo compagnia a Kidd nel suo modo di guadagnarsi la sopravvivenza e facciamo altri incontri, sopportando con lui il peso di un’avversità della Storia, di un malessere che ci induce alla fantasia di un mondo migliore chiamandoci a partecipare, ad aderire a un’azione verso compagnie (cum panis) immaginabili e realizzabili ancora. Le storie che la gente vuole ascoltare, favolose o più simili al vero, lontane nel tempo o vicine e comunque insapute, stimolano la voglia di cambiare, di non accettare più l’oppressione dei padroni (esemplare la sequenza sul boss dei bisonti). Leggere i giornali, o farsi leggere da Kidd le notizie dal mondo, sapere cosa succede farà bene a tutti, pur se si scoprisse, in un giorno lontano di un secolo futuro, che il cammino non è ancora compiuto e che a una nuova generazione spetterà un lavoro da fare. Senza un programma politico nella testa, ma con il senso di un vivere civile nella mente e nel cuore, Kidd invita – altro incontro – un giovane (Brenden Wedner) a coltivare la passione per la lettura e a viaggiare per conoscere realtà diverse. Non da meno è l’impatto principale del film, di capitan Kidd con una bambina che, sperduta nel “nulla”, senza più la famiglia e senza la propria lingua d’origine, vagola nei boschi in attesa che la Storia si accorga di lei. Siamo chiamati a testimoni, Johanna (Helena Zengel) ci insegna. Orfana di coloni di origine tedesca, è stata allevata per sei anni dalla tribù indiana Kiowa e ci invita a superare insieme quella che lei percepisce come ostilità del mondo straniero. Il capitano Jefferson si prende il compito di portarla con sé dalla coppia di zii che per legge dovrà occuparsi di lei. Il viaggio sarà lungo, seicento miglia di praterie e luoghi selvaggi, con gente d’attorno anche di non buone intenzioni. Sarà necessaria la pistola. Inutile raccontare il finale, ciò che conta è il viaggio, è il western nel suo pieno senso. La bravura di Tom Hanks è apprezzabile come nei momenti migliori della carriera artistica dell’attore. La novità è rappresentata da Helena Zengel, non a caso candidata al Golden Globe. E se Kidd continua il suo notiziario dal mondo, raccontando lo strabiliante fatto di tre giorni addietro, di un uomo morto, sepolto e risorto dalla tomba a Baton Rouge, a risorgere di sicuro è il western mitico e veritiero, nel suo senso di possibilità nuova e di spazio profondo, di lontananza percorribile e riducibile ancora.

Franco Pecori

 

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10 febbraio 2021