La complessità del senso
24 11 2020

Bar Giuseppe

Bar Giuseppe
Regia Giulio Base, 2019
Sceneggiatura Giulio Base
Fotografia Giuseppe Riccobene
Attori Ivano Marescotti, Virginia Diop, Nicola Nocella, Michele Morrone, Vito Mancini, Selene Caramozza, Teodosio Barresi, Ira Fronten, Emanuel Dabone, Grazia Daddario.

Giuseppe (Ivano Marescotti) è falegname, con tanto di pialla e carta vetrata. Bikira (Virginia Diop) è diciottenne (il suo nome significa vergine in lingua bantu), immigrata dall’Africa con i genitori, in cerca di lavoro. Siamo nei dintorni di un piccolo centro della Puglia. Lungo la nazionale, la stazione di servizio e il bar che Giuseppe si trova a dover gestire da solo per la morte improvvisa della moglie. L’uomo ha due figli grandi che non possono aiutarlo, Luigi è fatto di droga e si regge appena in piedi (caricata più del necessario la parte di Michele Morrone), Nicola (Nicola Nocella), panettiere, ha moglie e due figlie piccole. Girano d’attorno parecchi africani, la situazione accoglienza è alquanto tesa, “i neri devono capire che l’Africa non c’entra tutta in Italia”, si dice al bar. La ragazza ha bisogno lavorare, il falegname accetta che sia lei a dargli una mano. È un uomo buono, lavoratore onesto. Bikira ha un sorriso dolce, si dimostra premurosa, affettuosa. Giulio Base è regista sensibile, accurato nella forma, naviga sul filo della metafora appena accennata, che non dice, lascia intendere una qualche analogia (ma non siamo in Palestina, e Maria era forse ancor più ragazzina). Un giovane s’interessa a lei, le dà un passaggio in moto. Madre e padre della giovane trovano sconveniente che la loro figlia si trovi spesso a restare sola con Giuseppe. Bikira si affeziona e non rinuncia a volere ella stessa un esito regolare. Magicamente, la cinepresa, continuando a guardare come “da lontano”, discreta, ci rende partecipi di una favola allusiva, senza chiederci di entrare anche noi davvero in situazione. Con rispetto, il quadro non si stringe, il suono resta attenuato, un vago sentimento di dolorosa comprensione segna la proposta di una rilettura del racconto che cambiò la Storia. Di religione nessun segno, di rivoluzione nessun tratto marcato, ma certo Bikira è ben consapevole della propria scelta e il paesino sperduto nel nulla non potrà più essere lo stesso. Un fiato d’aria continua a far girare l’insegna del Bar Giuseppe, se ne avverte appena il cigolio. Molto bravo Marescotti a gestire la propria condizione umana, mantenendone la consistenza fisica, di vecchio non così vecchio da chiudere la porta al proprio destino. [Presentato alla Festa di Roma 2019, selezione Riflessi. Visibile su Rai Play, in collaborazione con Rai Cinema].

Franco Pecori

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28 maggio 2020