La complessità del senso
18 12 2017

Joy

film_joyJoy
Regia David O. Russell, 2015
Sceneggiatura David O. Russell, Annie Mugolo
Fotografia Linus Sandgren
Attori Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Bradley Cooper, Édgar Ramírez, Isabella Rossellini, Diane Ladd, Virginia Madsen, Dascha Polanco, Elisabeth Röhm, Susan Lucci, Laura Wright, Maurice Bernard, Jimmy Jean-Louis, John Enos, Marianne Leone, Drena De Niro, Alexander Cook, Melissa Rivers, Donna Mills.
Premi Golden Globe 2016: Jennifer Lawrence atr commedia.

Casalinga con la pistola e con un gran cuore. Un’invenzione semplice e geniale, uno straccio per pulire i pavimenti senza sporcarsi le mani, insomma il Miracle Mop, il mocio! Oggetto vero, storia vera come può esserlo una telenovella americana che dagli anni ’50 arrivasse ai ’90 del secolo scorso. Joy Mandano, nata nel 1956 a New York da genitori italo-americani vide cambiare, la propria vita appunto nel 1990, quando la sua invenzione sfondò sul mercato casalingo. Ora è presidente della Ingenious Designs LLC e continua a vendere in prima persona sul canale tv HSN. David O. Russell ha puntato al primo livello del sogno americano entrando con la cinepresa nella semplice casa di Joy. Ha seguito la sorte di una ragazza piena di energia, di convinzione e di fantasia, la stessa fantasia che da bambina le faceva costruire figure di carta e piccole case che si sarebbero poi trasformate nella sua grande abitazione di donna affermata nel commercio. E noi siamo chiamati a convivere in quella famiglia sempliciotta. C’è posto per i genitori di Joy, per la mamma che solo le puntate delle serie tv riescono a consolare dalla malattia immaginaria, per il padre Rudy (Robert De Niro), affettuoso, inaffidabile e a suo modo generoso, e perfino per Tony (Édgar Ramirez), musicante venezuelano incapace di rassegnarsi al divorzio. La protagonista ha il volto di Jennifer Lawrence, bravissima nel ruolo di giovane decisa a prendersi sulle spalle iniziativa e responsabilità da capofamiglia, come aveva dimostrato già alla sua seconda prova d’attrice (Un gelido inverno – Winter’s Bone, 2010). Completano il quadro, una sorellastra quasi disneyana (Elisabeth Röhm), un’amica del cuore (Dascha Polanco), i bambini di Joy, una Isabella Rossellini con la faccia da cattiva matrigna; e sul versante commerciale, un Bradley Cooper freddo e distante produttore di televendite che assiste sbalordito al debutto della casalinga sul set commerciale.  Lo stereotipo “serie tv” è assunto da Russell (The Fighter 2009, American Hustler 2013) nella valenza sostanziale di una forma che informa la vita e la intride di un certo valore commerciale-imprenditoriale. In quella forma si identifica il comportamento “sanamente” aggressivo di una società con-figurata su parametri d’ottimismo fittizio, neve finta che cade nella palla di vetro – ospite conservata, la vincente Joy(osa). E’ la parte più interessante del film, mocio o non mocio.

Franco Pecori

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28 gennaio 2016