La complessità del senso
18 12 2017

Promised Land

Promised Land
Regia Gus Van Sant, 2012
Sceneggiatura John Krasinski, Matt Damon
Fotografia Linus Sandgren
Attori Matt Damon, Frances McDormand, Hal Holbrook, John Krasinski, Rosemarie DeWitt, Terry Kinney, Joe Coyle, Dorothy Silver, Titus Welliver, Tim Guinee, Sara Lindsey, Jericho Morgan, Max Schuler, Ken Strunk, Karen Baum, Johnny Cicco, Kristin Slaysman, Lucas Black.

Steve Butler (Matt Damon) ha lasciato la piccola e morente cittadina rurale, dov’era cresciuto, per cercare un futuro migliore, metropolitano e multinazionale. Ora torna a McKinley, insieme alla collega Sue Thomson (Frances McDormand), incaricato dalla Global Crosspower Solutions di “convincere”, in cambio di denaro, la comunità agricola a concedere il permesso di estrarre gas dalla terra con il metodo della fratturazione idraulica. Il “fracking” comporta rischi di inquinamento e non è facile trattare con i proprietari di fattorie a conduzione famigliare. Steve tenta la strategia del contatto singolo, visitando una ad una le famiglie e cercando anche la “collaborazione” con l’uomo politico più rappresentativo. Ma il compito si dimostra meno facile del previsto. Particolarmente dura da superare è l’opposizione di Frank Yates (Hal Holbrook), anziano insegnante del luogo, il quale funziona da autorevole opinion leader. E in più, sbuca dal nulla Dustin Noble (John Krasinski),  un ambientalista la cui capacità di contrasto sembra decisamente più forte della “busta” offertagli dai rappresentanti della Global. Steve è in grave difficoltà, la sua missione è sul punto di fallire. Ma la Global non lo lascia solo e il film riserva allo spettatore una sorpresa finale risolutiva. Tanto che, vedrete, il brillante agente di vendita troverà le sue buone ragioni addirittura per trattenersi a McKinley, ben oltre il tempo previsto per il lavoro e al di là del lavoro stesso. Il tema del “redde rationem” tra crisi energetica globale e sviluppo ancora tradizionale è svolto da Gus Van Sant con la solita attenzione e sensibilità del regista di film come Elephant, Paranoïd Parck, Milk, sensibilità verso situazioni critiche leggibili attraverso la “presenza” del fattore umano, non preso in astratto né soltanto per il suo valore simbolico bensì trattato realisticamente con una rara capacità di osservazione ravvicinata e rispettosa del contesto. Steve pagherà il suo prezzo per l’esito non esaltante della missione che lo ha fatto tornare ai suoi luoghi di origine, ma nel frattempo lo avremo visto vivere, agire e parlare come un uomo reale, non come un “att(uat)ore” dello script – cosa che invece accade non di rado anche in film “tratti da storie vere”. E la cosa non riguarda soltanto il protagonista, ma tutti i presenti sul set, ambientazione compresa. Pensiamo a cosa potrebbe accadere in Italia – il paese del Neorealismo! – in un film analogo, che riguardasse l’evoluzione dello sviluppo energetico.

Franco Pecori

Print Friendly

14 febbraio 2013