La complessità del senso
23 06 2017

Snowden

film_snowdenSnowden
Regia Oliver Stone, 2016
Sceneggiatura Oliver Stone, Kieran Fitzgerald
Fotografia Anthony Dod Mantle
Attori Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley, Melissa Leo, Zachary Quinto, Tom Wilkinson, Rhys Ifans, Nicola Cage, Ben Schnetzer, Lakeith Lee Stanfield, Scott Eastwood, Timothy Olyphant, Joely Richardson, Timothy Olyphant, Joely Richardson, Robert Firth, Patrick Joseph Byrnes, Ben Chaplin, Bhasker Patel.

Altro che tuta mimetica dei Marines sotto l’urlo di spietati istruttori. La guerra è informatica e le potenze mondiali hanno i mezzi per controllare tutti, miliardi e miliardi di informazioni continuamente aggiornabili, riguardanti segreti militari e soprattutto commerciali ma anche i minimi dettagli della vita privata di chiunque usi un computer o anche soltanto un telefono cellulare. Non vi sono sistemi di sicurezza inviolabili, è “una rete a strascico su tutto il mondo”. Oliver Stone racconta la storia di Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt), giovane americano voglioso di servire la patria arruolandosi nei corpi speciali  e rimandato a casa per un infortunio subìto durante le prime esercitazioni. Già molto bravo con il computer, Snowden si farà strada come consulente della NSA, l’agenzia per la sicurezza degli Stati Uniti. Lo seguiamo e riscopriamo ciò che la storia recente ci ha già rivelato attraverso la stampa e che ora il cinema ci ripropone con le immagini magistrali di un regista non nuovo a temi scottanti – basti pensare ai due film su Wall Street, del 1987 e del 2010, per non parlare di quelli sui presidenti degli Stati Uniti, il JFK del 1991, il Bush del 2008. E risalendo, si trova Platoon (1986, 4 Oscar). Con Snowden, Stone coglie il momento decisivo, nel 2013, della crisi di coscienza del protagonista, il quale decide di raccontare ciò che sa, vicende personali comprese, ai giornalisti inglesi Glenn Greenwald (Zachary Quinto) ed Ewen MacAskill (Tom Wilkinson). Con loro è Laura Poitras (Melissa Leo), munita di telecamera. Il documentario che ne verrà fuori, Citizenfour, meriterà l’Oscar 2015. L’appuntamento è, tutto dire, a Hong Kong, in una stanza d’albergo. Con padronanza del ruolo, l’attore protagonista mostrerà durante le fasi del racconto la multiforme qualità dell’impegno, intuendo e realizzando sfumature adeguate  per i diversi momenti anche estetici che esprimono diverse emozioni e tensioni, nello stress di lavori segretissimi e di rapporti sentimentali messi a dura prova dall’impegno professionale. Snowden si trova anche a mettere in crisi il rapporto con la sua ragazza, Lindsay Mills (Shailene Woodley). Stone non trascura di dare  la giusta rilevanza a questo aspetto. In sintesi, la domanda è sul valore che possiamo/dobbiamo dare al prezzo della libertà personale in relazione  alla necessità di essere protetti dai governi. Edward è pieno di buoni propositi, vuole servire il suo Paese, ma strada facendo e rischiando anche la propria sorte si accorge che perfino il tema del terrorismo è ormai secondario rispetto all’impiego dell’informatica. E, al dunque, non è valso il passaggio da Bush a Obama. Controllo politico e controllo economico coincidono drammaticamente, in una sinergia perfino paradossale che può condurre a risultati estremi, questa è la lezione. Il thriller funziona nonostante i passaggi tecnici del racconto siano alquanto complicati, fino a configurare un’imponente architettura dell’oppressione, non solo americana – l’invito è a pensare anche a Russia, Cina e Iran. Stone riesce a non mollare sul versante della tensione emotiva, utilizzando la bravura di attori come il “ribelle” Hank Forrester (Nicolas Cage), o come Rhys Ifans nella parte di Corbin O’Brian, l’uomo che protegge Edward dall’interno della Cia, mettendo le loro maschere al servizio della credibilità drammatica dell’intrigo. Almeno stavolta, la verità non sta in cielo. [Festa del Cinema di Roma, Selezione Ufficiale]

Franco Pecori

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24 novembre 2016